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Ordinare e pulire locale a fine turno: va retribuito?

Tutte le attività che rientrano nell’orario di lavoro e devono rientrare in busta paga: il tempo speso per mettere a posto il negozio o il punto ristoro va pagato?

Lavori, da alcuni mesi, in una pizzeria. Prendi le commesse ai tavoli, le porti in cucina, consegni i piatti e poi sparecchi. A volte, si fa molto tardi prima di poter tornare a casa, ma è un sacrificio che sei disposta a fare perché si tratta del tuo lavoro. Ciò che, però, non tolleri è che, ogni volta, alla fine della giornata lavorativa, quando ormai i clienti se ne sono andati, il tuo capo ti obblighi a rimettere in ordine, scopare, passare la pezza per terra, aggiustare i tavoli, in modo che sia tutto pronto per l’indomani. Questo tempo, infatti, non viene mai conteggiato in busta paga, quasi come se il tuo lavoro terminasse trenta minuti prima, quando la pizzeria è finalmente vuota. Hai provato a chiedere lumi ai tuoi colleghi i quali, però, ti hanno detto che si tratta di “un uso” che va avanti da anni. Ti chiedi cosa prevede la legge: ordinare e pulire il locale a fine turno va retribuito?

Ecco alcuni chiarimenti che potrebbero esserti d’aiuto per far valere i tuoi diritti.

Tempo di lavoro: qual è?

Secondo l’indirizzo della giurisprudenza, il tempo di lavoro inizia a decorrere da quando il dipendente mette piede in azienda e termina quando varca i cancelli per far ritorno a casa. In questo lasso di tempo, sono compresi anche gli spostamenti (in auto o con altro mezzo) per eventuali trasferte, consegne a domicilio e altre attività all’esterno del luogo di lavoro. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la Cassazione [1], rientra nell’orario di lavoro, e va dunque retribuito, tutto il tempo in cui le energie del lavoratore restano a disposizione del datore, benché vi possano essere momenti di temporanea inattività.

Rientra nell’orario di lavoro anche il cosiddetto tempo tuta, ossia il tempo necessario, una volta arrivati in azienda, per indossare la divisa di lavoro voluta dal datore. Se, infatti, gli abiti “ad hoc” sono imposti dalla policy aziendale (non si tratta cioè di una libera scelta del dipendente) e se la vestizione deve avvenire per forza all’interno dei locali di lavoro (e non a casa del dipendente) allora tutto il tempo necessario a indossare e svestire la divisa deve essere conteggiato nella busta paga.

A questo punto, bisognerà stare attenti a valutare il monte ore complessivo del dipendente. Questo non può essere superiore a quanto previsto dal contratto collettivo o, in assenza, a 40 ore settimanali. Se il totale dovesse essere superiore, l’eccedenza va calcolata come straordinario e pagata a parte, con le maggiorazioni previste dal Ccnl di categoria.

Attenzione: in ogni caso l’orario di lavoro comprensivo dello straordinario non possono superare 48 ore comprensive per ogni periodo di 7 giorni, calcolato come media in un periodo non superiore a 4 mesi (nel calcolo della media non sono presi in considerazione i periodi di ferie annue e le assenze per malattia, infortunio e gravidanza).

Il datore di lavoro deve retribuire anche il tempo necessario per raggiungere le varie sedi di lavoro dal momento che lo spostamento è funzionale a rendere la prestazione.

Straordinario per pulire il locale: va retribuito?

Detto ciò, la soluzione al quesito legale da cui siamo partiti è molto semplice. Se il tempo necessario a pulire il locale rientra nel monte ore complessivo previsto dal contratto collettivo per il singolo dipendente, esso non va retribuito a parte. Viceversa va conteggiato come straordinario e necessita di essere indicato in busta paga

Maria presta servizio in una gelateria. Ha un contratto subordinato a tempo pieno che prevede 40 ore alla settimana. La ragazza ne lavora effettivamente 35, ma 5 ore vengono invece impiegate, a chiusura locali, per mettere a posto il bancone e i tavolini. Tale attività non va retribuita.

Giovanni serve ai tavoli in una pizzeria. Lavora in tutto 42 ore a settimana. Oltre a ciò, ogni giorno (per sei volte alla settimana), si ferma per altri 30 minuti onde mettere tutto a posto. Giovanni dovrà essere pagato regolarmente per le 40 ore di servizio, ma gli dovranno essere corrisposte in più 5 ore di straordinario.

note

[1] C.Giust. UE sent. n. C-266/14. Cass. ord. n. 24828/18 del 9.10.2018.

FONTE: https://bit.ly/2YEF043

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