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DPCM del 03/11/2020: si può fare visita ai congiunti?

Le regole per incontrare parenti e amici, in casa o fuori, nella zona gialla, arancione e rossa, in base alle nuove Faq del Governo sugli spostamenti consentiti.

Mamme, nonni, zii e zie, cugini, suocere. E fidanzate. L’elenco dei nostri congiunti comprende varie categorie di “affetti stabili”, di sangue o di cuore. Con loro vorremmo continuare a mantenere un contatto umano in presenza; ma è possibile farlo in questo periodo di restrizioni Covid?

A chiarire, almeno in parte, le cose sono arrivate le nuove Faq del Governo che, rispondendo alle domande più frequenti degli italiani sugli spostamenti consentiti, aiutano a capire se e quando è possibile fare visita ai congiunti.

Sappiamo che il nuovo Dpcm ha diviso l’Italia in tre aree o fasce di rischio: gialla, arancione e rossa, a ciascuna delle quali corrispondono specifiche restrizioni; minime nelle Regioni gialle e massime in quelle rosse. Anche le Faq del Governo partono da qui e le risposte sono fornite per zone.

Visita ai congiunti in zona gialla

Iniziamo dalla zona gialla. Qui, è consentito spostarsi dalle ore 5 alle 22 senza necessità di motivare lo spostamento. Oltre quell’orario scatta il coprifuoco nazionale: gli spostamenti diventano vietati salvo che per «comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute», che dovranno essere attestati nell’autocertificazione. Inoltre, il Governo raccomanda fortemente di non ricevere, nelle abitazioni private, persone diverse dai conviventi «salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza».

Questo significa che nelle ore diurne non è vietato, ma è fortemente sconsigliato, andare a trovare i congiunti nell’area gialla. Negli orari di coprifuoco, invece, la visita ai congiunti non costituisce una causa che giustifica lo spostamento; perciò, chi la fa potrà essere multato, a meno che essa non rientri tra i particolari e giustificati motivi di necessità e di salute. Quindi, niente cene che si protraggono oltre le 22, ma se è necessario prestare assistenza, il discorso cambia e la visita diventa consentita.

Assistere persone non autosufficienti

In una specifica Faq: «Posso andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti?», il Governo risponde: «Sì, è una condizione di necessità e quindi non sono previsti limiti orari. Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie, ricordate però che sono categorie più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile».

Per evitare trucchi e aggiramenti, il Governo ricorda che gli spostamenti devono essere sempre giustificati: «Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare i propri spostamenti. Dalle 22 alle 5, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e l’accertata falsità di quanto dichiarato costituisce reato».

Visita ai congiunti in zona rossa o arancione

Nelle Regioni rosse e arancioni, le regole per gli spostamenti sono molto più restrittive.

Le Faq ricordano che «all’interno dell’area rossa è vietato ogni spostamento, sia nello stesso Comune che verso Comuni limitrofi (inclusi quelli dell’area gialla o arancione), ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l’acquisto di beni necessari) o motivi di salute».

Le Faq specificano che nelle Regioni rosse «Non è consentito far visita o incontrarsi con parenti o amici non conviventi, in qualsiasi luogo, aperto o chiuso». Perciò, c’è divieto assoluto non solo alle visite ai congiunti a casa, ma anche agli incontri con loro in qualsiasi luogo diverso dalle abitazioni private, come ad esempio al bar, per strada o al parco.

Nell’area arancione, le regole sono intermedie rispetto a quelle previste per l’area gialla e quella rossa: qui, è consentito spostarsi esclusivamente all’interno del proprio Comune (non nell’intera Regione), dalle 5 alle 22, senza necessità di motivare lo spostamento, mentre dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, tranne quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Dall’area arancione non ci si può spostare, in nessun orario della giornata, verso altre Regioni e neppure verso altri Comuni, ad eccezione dei movimenti per le esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute, ma anche per motivi di studio (quindi, la frequenza scolastica, dove è rimasta la didattica in presenza) oppure – precisano le Faq – «per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (per esempio, andare all’ufficio postale o a fare la spesa, se non ci sono tali uffici o punti vendita nel proprio Comune)».

Quindi, si deduce che in zona arancione è possibile incontrare i congiunti dalle 5 alle 22 solo se essi si trovano nell’ambito del medesimo Comune (ma c’è sempre la «forte raccomandazione» a non farlo); mentre nelle zone gialle, come abbiamo visto, durante tale orario è possibile vedersi nell’intero territorio regionale ed anche in Regioni diverse, purché di colore omogeneo.

Congiunti residenti in zona di colore diverso

Un’implicazione di tutto ciò è che se vivi in una zona gialla non potrai raggiungere il tuo congiunto (o farti raggiungere da lui o da lei) se risiede in una zona rossa, perché in quest’ultima gli spostamenti sono vietati tranne che per giustificati motivi e la visita ai congiunti non rientra tra questi. Così come se tu e il congiunto abitate entrambi in una zona rossa (o in un diverso Comune della zona arancione) non potrete incontrarvi, salvo ovviamente il caso che siate conviventi. Un’eccezione a questa regola è che si possono portare i bambini dai nonni in caso di necessità.

Invece, restano ammessi gli spostamenti tra Regioni con colore diverso – dunque anche da una gialla ad una rossa e viceversa – se la motivazione consiste in «comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e o motivi di salute»; il tutto dovrà essere documentato con l’autocertificazione.

Un medico o un operaio residente in Veneto potrà recarsi in Lombardia per svolgere il proprio turno di lavoro all’ospedale o in fabbrica: lo spostamento è ammesso per raggiungere il luogo di lavoro e poi per il rientro, ma non per visitare o incontrare i congiunti.

FONTE: https://bit.ly/3k8hTcV

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