Approfondimenti, Lavoro e Previdenza

Idoneità alle mansioni con limitazioni

Il datore di lavoro deve verificare lo stato di salute dei dipendenti con riferimento all’attività lavorativa che sono chiamati a svolgere in azienda.

Sei stato visitato dal medico competente. Il giudizio rilasciato a seguito della visita è di idoneità parziale con prescrizioni. Ti chiedi come dovrai svolgere il tuo lavoro alla luce di tale indicazione del medico.

La legge pone a carico del datore di lavoro un obbligo di protezione nei confronti della salute e della sicurezza dei lavoratori. Tra le varie attività che devono essere poste in essere per tutelare la sicurezza dei dipendenti c’è la sorveglianza sanitaria, ovvero, il controllo sullo stato di salute dei dipendenti.

Ma cosa fare di fronte ad un giudizio di idoneità alle mansioni con limitazioni? Quali conseguenze possono derivare da tale attestazione medica? Il giudizio di idoneità parziale è uno dei possibili esiti della visita di controllo che viene effettuata periodicamente dal medico competente.

Obbligo di sicurezza: cosa si intende?

Nel nostro ordinamento, al datore di lavoro viene assegnata una posizione di garanzia nei confronti della salute e della sicurezza del dipendente che, in certi casi, potrebbe essere minacciata dall’ambiente di lavoro. Non è un mistero, infatti, che, molto spesso, l’ambiente di lavoro determina danni alla salute del lavoratore che possono esprimersi soprattutto nella causazione di infortuni e malattie professionali.

L’obbligo di sicurezza [1] si traduce nella predisposizione, da parte del datore di lavoro, di tutte le misure di prevenzione che, sulla base della migliore scienza del momento, sono idonee a tutelare efficacemente la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Nel concreto, gli adempimenti da porre in essere per assolvere all’obbligo di protezione sono indicati dal testo unico sulla salute e sicurezza dei lavoratori [2].

Che cos’è la sorveglianza sanitaria?

Uno degli strumenti attraverso i quali il datore di lavoro assolve al proprio obbligo di protezione è la sorveglianza sanitaria [3], vale a dire, la verifica dello stato di salute dei lavoratori e della loro idoneità allo svolgimento delle mansioni specifiche che sono loro assegnate sulla base dei singoli contratti individuali di lavoro.

Il servizio di sorveglianza sanitaria viene svolto dal medico competente, ossia, da un professionista sanitario che viene nominato dal datore di lavoro e che viene contrattualizzato con un contratto di consulenza che, molto spesso, ha durata triennale.

La sorveglianza sanitaria viene effettuata dal medico competente in due casi:

  1. nei casi previsti dalla legge;
  2. quando il lavoratore ne fa richiesta e il medico competente la ritenga correlata ai rischi lavorativi.

La sorveglianza sanitaria comprende, essenzialmente, due attività:

  1. la visita medica preventiva, che si svolge prima dell’assunzione del dipendente e che è volta a verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro al quale il dipendente è destinato ed a valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
  2. visita periodica di controllo, finalizzata a controllare lo stato di salute del lavoratore e la sua perdurante idoneità allo svolgimento della mansione specifica.

La periodicità delle visite è, di solito, annuale.

In ogni caso, è necessario disporre la visita medica di controllo nei seguenti casi:

  • quando lo richiede il lavoratore;
  • in fase pre-assuntiva;
  • in caso di modifica delle mansioni assegnate al lavoratore;
  • prima della ripresa del lavoro da parte di dipendenti che siano stati assenti per motivi di salute oltre 60 giorni continuativi.

Idoneità alle mansioni con limitazioni

La visita medica di controllo si conclude sempre con un giudizio, elaborato dal medico competente, relativo alla mansione specifica.

Più in particolare, il medico competente può accertare che, rispetto alla mansione specifica da svolgere, lo stato di salute del dipendente è:

  • idoneo;
  • parzialmente idoneo, in via temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
  • temporaneamente inidoneo;
  • permanentemente inidoneo.

Nel caso di idoneità alle mansioni con limitazioni, il medico competente dovrà specificare se i limiti sono temporanei o permanenti.

Per limitazioni si deve intendere il fatto che il lavoratore potrà svolgere la mansione specifica lui assegnata ma entro determinati limiti. Ad esempio, il medico potrebbe stabilire che il lavoratore è idoneo alla mansione ma che non può lavorare di notte, oppure che non può lavorare per più di un certo numero di ore continuative.

In questo caso, il datore di lavoro dovrà tener conto del giudizio formulato dal medico competente e organizzare la prestazione di lavoro del lavoratore in modo tale da garantire il rispetto delle limitazioni indicate, al fine di tutelare la salute del dipendente.

note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] D. Lgs. 81/2008.

[3] Art. 41 D. Lgs. 81/2008.

FONTE: https://bit.ly/3aeMK6q

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