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Lavoro intermittente, possibile fare riferimento al regio decreto del 1923

Lavoro intermittente, possibile fare riferimento al regio decreto del 1923

Lavoro intermittente, possibile fare riferimento al regio decreto del 1923

Possibile stipulare contratti di lavoro intermittente con riferimento alle tipologie di attività indicate nella tabella allegata al R.D. n. 2657/1923

Con interpello n. 10 del 21 marzo 2016, il Ministero del Lavoro ha ribadito la piena applicabilità del decreto ministeriale 23 ottobre 2004 ai sensi del quale è ammessa la stipulazione di contratti di lavoro intermittente con riferimento alle tipologie di attività indicate nella tabella allegata al regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657.

L’ISTANZA DI INTERPELLO
La Federalberghi ha avanzato istanza di interpello al fine di conoscere il parere del Ministero del Lavoro in ordine alla corretta interpretazione dell’art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 81/2015, concernente la disciplina del contratto di lavoro intermittente.

In particolare Federalberghi ha chiesto se, in virtù di quanto disposto dal legislatore del 2015 all’art. 55, comma 3 – ai sensi del quale “sino all’emanazione dei decreti richiamati dalle disposizioni del presente decreto legislativo, trovano applicazione le regolamentazioni vigenti” – sia ancora possibile, in relazione alla possibilità di ricorrere a prestazioni di lavoro intermittenti, riferirsi a quanto declinato dalla tabella allegata al R.D. n. 2657 del 1923, recante l’elenco delle attività a carattere discontinuo.

LA RISPOSTA DEL MINISTERO DEL LAVORO
Il Ministero del Lavoro ricorda innanzitutto che il ricorso a prestazioni di lavoro intermittente – ferme restando le c.d. ipotesi soggettive di cui all’art. 13, comma 2, del D.Lgs. n. 81/2015 – è disciplinato dalla contrattazione collettiva. In assenza di essa, il legislatore stabilisce che “i casi di utilizzo del lavoro intermittente sono individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali”.

Il Decreto in questione, emanato in forza della previgente normativa, è il D.M. 23 ottobre 2004, ai sensi del quale “è ammessa la stipulazione di contratti di lavoro intermittente con riferimento alle tipologie di attività indicate nella tabella allegata al Regio decreto 6 dicembre 1923, n. 2657”.

Tale Decreto, precisa il Ministero, è da considerarsi ancora vigente proprio in forza della disposizione di cui all’art. 55, comma 3, del D.Lgs. n. 81/2015 e, di conseguenza, è evidentemente possibile rifarsi alle ipotesi indicate dal R.D. n. 2657 del 1923 al fine di attivare prestazioni di lavoro intermittente.

FONTE: http://bit.ly/1Savg7x

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