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Dimissioni online: le faq ministeriali e i dubbi della procedura

Dimissioni online: le faq ministeriali e i dubbi della procedura

domanderisposte

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato, attraverso il sito cliclavoro.gov.it, alcune faq (risposte a quesiti) relative alla procedura telematica per la comunicazione delle dimissioni e delle risoluzioni consensuali. Lo ha fatto nell’ottica di fornire le spiegazioni su come utilizzare la procedura.

In rosso troverete alcune osservazioni personali alle risposte ministeriali. Inoltre, in fondo, troverete alcuni quesiti che la procedura telematica ha generato e che le risposte ministeriali non hanno risolto.

 

QUESITO Quali categorie di lavoratori non dovranno utilizzare la procedura per presentare le proprie dimissioni o risoluzione consensuale?
RISPOSTA
Il Decreto Legislativo n.151/2015 esclude i lavoratori domestici, le risoluzioni consensuali raggiunte tramite accordi di conciliazione in sede stragiudiziale. Sono poi esclusi i genitori lavoratori nelle ipotesi indicate nell’articolo 55, comma 4 del Decreto Legislativo n.151/2001 che prevedono la convalida presso gli Uffici territoriali competenti. La circolare n.12/2016 specifica inoltre che non dovrà essere utilizzata la procedura nei casi di recesso durante il periodo di prova e per i rapporti di lavoro marittimo.

QUESITO La procedura dovrà essere utilizzata solo dai lavoratori del settore privato?
RISPOSTA
Sì, come indicato al punto 1.2 della circolare n.12/2016, la procedura non si applica ai rapporti di lavoro del pubblico impiego.

OSSERVAZIONE La esenzione, prevista dalla circolare ministeriale per il personale delle pubbliche amministrazioni, non è supportata da riferimenti legislativi, ma dalla sola convinzione che nella PA non vi siano “dimissioni in bianco”, a differenza del settore privato.

QUESITO Anche le lavoratrici che hanno pubblicato la data del loro matrimonio per cui vige il divieto di licenziamento devono effettuare la procedura?

RISPOSTA Sì, anche in questo caso, dovrà essere compilato il modello telematico per presentare le proprie dimissioni o effettuare la risoluzione consensuale.

OSSERVAZIONE La risposta è alquanto incompleta. Innanzitutto si tratta di quelle lavoratrici che si trovano nel periodo che va dalla data di pubblicazione del matrimonio all’anno successivo alla sua celebrazione e che già la normativa “tutela”, in quanto, per far sì che non siano nulle, le dimissioni, devono essere convalidate presso la Direzione del Lavoro (a norma dell’art. 35, comma 4, del D.L.vo n. 198/2006). A questo punto, non essendo stata abrogata la norma menzionata, le lavoratrici che si trovano nelle suindicate condizioni – secondo la faq ministeriale – dovranno espletare 2 adempimenti burocratici per far sì che le dimissioni abbiano efficaccia: la procedura telematica e la convalida presso la Direzione del Lavoro. Un doppio adempimento che sembra eccessivo.

QUESITO La procedura dovrà essere utilizzata dai collaboratori coordinati e continuativi nei casi di recesso anticipato?
RISPOSTA
No, la procedura si applica ai rapporti di lavoro subordinato, così come indicato al punto 1.1 della circolare n.12/2016.

OSSERVAZIONE È il caso di precisare che non vi è l’obbligo anche per i collaboratori a progetto, gli associati in partecipazione con apporto di lavoro e per i lavoratori autonomi.

QUESITO L’interruzione anticipata del tirocinio prevede l’applicazione della procedura per le dimissioni volontarie?
RISPOSTA
No, perché il tirocinio non si configura come un rapporto di lavoro subordinato.

QUESITO Dovranno utilizzare la procedura anche i lavoratori che presentano le proprie dimissioni per il raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione di vecchiaia o anticipata?

RISPOSTA .

OSSERVAZIONE È anacronistico prevedere la procedura telematica, nata per combattere le “dimissioni in bianco”, per coloro i quali si dimettono per il raggiungimento dell’età pensionabile.

QUESITO Nell’ipotesi di dimissioni presentate in data antecedente al 12 marzo 2016 ma la cui cessazione avvenga successivamente, per effetto della decorrenza del preavviso, è necessario utilizzare la procedura?

RISPOSTA No. Il DM 15 dicembre 2015 disciplina le modalità di comunicazione delle dimissioni al momento in cui si manifesta la volontà e non già la data di decorrenza. Pertanto se le dimissioni sono state presentate prima del 12 marzo 2016 trova applicazione la normativa di cui alla legge n. 92/2012.

OSSERVAZIONE Andava specificato che oltre alla presentazione delle dimissioni, anche la procedura di convalida deve essere effettuata prima del 12 marzo, indipendentemente dal fatto che la cessazione avvenga in data successiva. Ciò perché potrebbe succedere che la presentazione delle dimissioni avvenga prima del 12 marzo, ma che a questa non segua la convalida “Fornero” che, dopo il 12 marzo, verrà abrogata.

QUESITO Devo presentare le dimissioni o la risoluzione consensuale, come accedo alla procedura telematica in qualità di cittadino?
RISPOSTA È necessario essere in possesso del PIN INPS dispositivo.

OSSERVAZIONE Completerei con queste indicazioni: inoltre, dovrà essere in possesso delle credenziali per accedere al sito cliclavoro.gov.it

QUESITO A chi devo rivolgermi per ottenere il PIN INPS dispositivo?
RISPOSTA
Il PIN dispositivo è rilasciato dall’INPS  e potrà essere richiesto online sul sito www.inps.it o recandosi presso una delle sedi territoriali dell’Istituto.

QUESITO Non conosco l’indirizzo PEC del datore di lavoro, cosa devo inserire?
RISPOSTA
È possibile inserire come recapito email anche una casella di posta non certificata.

OSSERVAZIONE Questa risposta mi fa capire che sarà il lavoratore ad inserire l’email, anche non certificata, del datore di lavoro che servirà al sistema per inviare la comunicazione. E se il lavoratore si sbaglia nell’inserimento o non la conosce? Non arriveranno mai le dimissioni all’azienda.

QUESITO È necessario possedere il PIN INPS dispositivo e la firma digitale anche se si presentano le dimissioni – o la risoluzione consensuale – attraverso un soggetto abilitato?
RISPOSTA
No.

OSSERVAZIONE Qui viene fuori un altro elemento: la firma digitale. Ma se il lavoratore non va dal soggetto abilitato, la deve avere? Infatti, sembrerebbe che la risposta sia negativa soltanto nel caso in cui il lavoratore si rivolga ad un dei soggetti abilitati (patronato, sindacato, ente bilaterale e commissione di certificazione).

QUESITO Posso rivolgermi solo ad un soggetto abilitato presente nel mio luogo di residenza?
RISPOSTA
No, l’assistenza di un soggetto abilitato potrà essere richiesta sull’intero territorio nazionale, indipendentemente dalla propria residenza o sede lavorativa.

QUESITO Il modello è disponibile anche in altre lingue?
RISPOSTA
Sì, è disponibile anche una versione del modello telematico in lingua tedesca, secondo quanto previsto dallo Statuto della Provincia Autonoma di Bolzano.

QUESITO Sono un soggetto abilitato come devo accedere alla procedura?
RISPOSTA
Sarà necessario registrarsi su Cliclavoro con il profilo di “Operatore” per ottenere le credenziali di accesso.

QUESITO Sono un consulente del lavoro, posso essere abilitato?
RISPOSTA
Il consulente del lavoro in qualità di singolo non rientra tra i soggetti abilitati.

OSSERVAZIONE Cosa significa, il “consulente in qualità di singolo”… perché, se è in coppia può farlo?!?!

I Quesiti per il Ministero del Lavoro:

  • il campo data di decorrenza delle dimissioni potrà prevedere una data anteriore rispetto a quella di compilazione del modulo?
  • qualora il lavoratore non sia a conoscenza dell’e-mail aziendale, può comunque inviare il modulo? In questo caso, con che modalità verrà a conoscenza l’azienda delle dimissioni del lavoratore?
  • se il lavoratore si rende irreperibile e non compila il modulo telematico, quali procedure può attivare l’azienda per chiudere il rapporto di lavoro?
  • la lavoratrice che si trova nel periodo di tutela matrimoniale (prevista ai sensi dell’art. 35 del D.L.vo n. 208/2006), deve compilare il modulo telematico ed andare, comunque, presso la Direzione del Lavoro a convalidare le dimissioni?
  • Il datore di lavoro può mettere a disposizione dei lavoratori un computer aziendale per la compilazione e l’invio del modello telematico? O tale comportamento può essere considerato, dall’organo di vigilanza, una “alterazione” del modulo che comporterebbe l’applicazione della sanzione amministrativa (da 5.000 a 30.000 euro)?
  • E’ possibile inserire, nel campo “data di decorrenza delle dimissioni” una data maggiore rispetto a quanto previsto dal preavviso contrattuale?

FONTE: http://bit.ly/1pjYPN6

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