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Lavoro occasionale: voucher estesi a tutti i settori produttivi

Lavoro occasionale: voucher estesi a tutti i settori produttivi

Dopo il Jobs Act, il lavoro accessorio vede confermata l’ampia applicabilità che si estende a tutti i settori produttivi, incluso il settore dello spettacolo. L’INPS è intervenuto ancora una volta in materia con specifico riferimento all’utilizzo del voucher anche da parte degli operatori del settore: nessuna preclusione specifica è stata prevista dal legislatore e, anzi, l’utilizzo dei buoni lavoro solleva il committente anche dalla richiesta del certificato di agibilità

Dopo il Jobs Act, il lavoro accessorio vede confermata l’ampia applicabilità che si estende a tutti i settori produttivi, incluso il settore dello spettacolo. L’INPS è intervenuto ancora una volta in materia con specifico riferimento all’utilizzo del voucher anche da parte degli operatori del settore: nessuna preclusione specifica è stata prevista dal legislatore e, anzi, l’utilizzo dei buoni lavoro solleva il committente anche dalla richiesta del certificato di agibilità

Anche in materia di lavoro accessorio, il Jobs Act ha operato una organica revisione della disciplina, operando una sostanziale generalizzazione delle potenzialità di applicazione e definendone le modalità di utilizzo.
Le prestazioni di lavoro accessorio integrano attività lavorative di natura “meramente occasionale” che possono essere rese nella generalità dei settori produttivi, ma entro il limite di compensi stabiliti dalla legge.
Tali attività devono, inoltre, essere svolte direttamente a favore dell’utilizzatore della prestazione: anche il nuovo decreto attuativo del Jobs Act conferma infatti il divieto di impiego nell’ambito di contratti di appalto o in somministrazione.
Con il messaggio n. 311 del 26 gennaio 2016, l’INPS ha sciolto ogni riserva riguardo la possibilità di svolgere prestazioni di lavoro accessorio da parte di lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, partendo appunto dal presupposto che la normativa vigente in materia non contempla limitazioni in ordine ai settori produttivi nell’ambito dei quali è ammesso il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio.
L’elemento qualificante la prestazione di lavoro accessorio continua ad essere identificato, anche in questo settore, nel valore economico del compenso da erogare, fermo restando l’obbligo di effettuare le comunicazioni obbligatorie alla Direzione Territoriale del lavoro competente, prima dell’inizio della prestazione lavorativa.
L’INPS spiega inoltre che, in relazione al lavoro accessorio svolto nel settore dello spettacolo, è escluso l’obbligo di fare richiesta del certificato di agibilità, stante il fatto che l’obbligo contributivo, in questa fattispecie, sussiste nei confronti di una gestione diversa da quella del Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo.

Il lavoro accessorio dopo il Jobs Act
L’impiego del lavoro accessorio viene dunque esteso alla generalità dei settori produttivi a fronte di una stretta sulla tracciabilità delle prestazioni che viene collegata ad un preciso onere di comunicazione preventiva posto in capo al committente.
Viene infatti precisato che l’occasionalità della prestazione è dimostrata ipso facto dal rispetto del requisito di carattere economico previsto dalla norma, talchè, se la prestazione lavorativa è contenuta entro tale limite, al personale ispettivo non è consentito entrare nel merito delle modalità di svolgimento della prestazione.
Il legislatore tuttavia formula una precisa esclusione ex legis nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi, fatte salve le specifiche ipotesi individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Le prestazioni di lavoro accessorio non possono dar luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro netti (corrispondenti ad un lordo di 9.333 euro) nel corso dell’anno civile, vale a dire dall’1 gennaio al 31 dicembre, annualmente rivalutabili sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie intercorsa nell’anno precedente.
Tale limite si riduce a 2.020 euro (corrispondenti ad un lordo di 2.693 euro) nel caso in cui le prestazioni siano rese nei confronti di un imprenditore o professionista.
Viene, altresì, confermata e resa strutturale la possibilità per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito, di effettuare prestazioni di lavoro accessorio, in tutti i settori produttivi, compresi gli enti locali, nel limite complessivo di 3.000 euro (corrispondenti ad un lordo di 4.000 euro) di compenso per anno civile, annualmente rivalutati sulla base della variazione dell’indice ISTAT.
Possono svolgere prestazioni di natura occasionale, nei limiti previsti, anche i lavoratori con contratto di tipo subordinato a tempo pieno, fatta salva la precisazione per cui il lavoro occasionale non è compatibile con lo status di lavoratore subordinato se impiegato presso lo stesso datore di lavoro titolare del contratto di lavoro dipendente.

Procedura
I committenti imprenditori e liberi professionisti possono acquistare i buoni esclusivamente attraverso:

  1. la procedura telematica INPS (cosiddetto voucher telematico);
  2. Tabaccai che aderiscono alla convenzione INPS – FIT e tramite servizio internet Banking Intesa Sanpaolo;
  3. Banche Popolari abilitate.

La procedura per l’utilizzo dei buoni lavoro si compone delle fasi di seguito descritte. Occorre premettere che, il committente persona giuridica per utilizzare la procedura telematica ovvero per acquistare i voucher presso Tabaccai e altri soggetti abilitati, è necessario che richieda alla sede INPS della propria provincia tramite modello SC53, l’abbinamento tra l’azienda ed il codice fiscale di un delegato persona fisica che opererà per conto dell’impresa.

1. Registrazione del committente
Il committente che intende utilizzare il voucher telematico è tenuto a registrarsi presso l’INPS facendone richiesta agli sportelli, tramite il portale internet ovvero il contact center dell’Istituto nonché mediante le associazioni di categoria. Diversamente, in caso di acquisto cartaceo non è necessaria tale registrazione.

2. Accreditamento del prestatore
Anche il lavoratore deve registrarsi con le medesime modalità previste per i committenti. In seguito alla registrazione e alla verifica dei dati da parte dell’INPS, in caso di utilizzo del voucher telematico, il prestatore riceve entro 25 giorni da Poste Italiane la INPS card sulla quale è possibile accreditare gli importi delle prestazioni eseguite. Si precisa che l’accreditamento del compenso sulla carta richiede la sua attivazione presso qualunque ufficio postale con un caricamento minimo di 5 euro. Se il prestatore non attiva la carta, il pagamento avverrà attraverso bonifico domiciliato riscuotibile presso tutti gli uffici postali. Diversamente, in caso di voucher cartaceo, il lavoratore può riscuotere i buoni in qualunque tabaccheria o banca abilitata decorse 48 ore dalla fine della prestazione comunicata in sede di attivazione esibendo la propria Tessera Sanitaria o il codice fiscale.

3. Acquisto dei voucher
Prima dell’inizio della prestazione, nell’ipotesi di voucher telematico, il committente deve versare il valore complessivo dei buoni che verranno utilizzati tramite modello F24 (causale LACC), versamento sul conto corrente postale 89778229 intestato ad INPS DG LAVORO OCCASIONALE oppure con pagamento on line tramite il portale dell’INPS. Diversamente, il committente o un suo delegato acquista i voucher presso tabaccai o banche convenzionate.

4. Dichiarazione di inizio attività
Il committente è tenuto ad effettuare preventivamente attraverso il sito internet dell’Istituto, Contact Center oppure recandosi presso una sede INPS, la dichiarazione di inizio prestazione che intende compensare attraverso i buoni lavoro virtuali. La dichiarazione deve contenere l’anagrafica di ogni prestatore ed il relativo codice fiscale, la data di inizio e di fine presunta dell’attività lavorativa (massimo 30 giorni), il luogo di svolgimento della prestazione. Tale dichiarazione vale anche ai fini INAIL.

5. Rendicontazione dei voucher
Al termine della prestazione lavorativa, il committente deve comunicare all’INPS, mediante i canali sopra indicati, per ciascun prestatore, il periodo della prestazione svolta e, quindi, l’effettivo utilizzo dei buoni lavoro.

6. Accredito degli importi al prestatore
Effettuati i dovuti controlli, in caso di voucher telematico, l’INPS invia le disposizioni di pagamento a favore del prestatore. Inoltre, l’Istituto procede all’accredito dei contributi sulle posizioni assicurative individuali dei prestatori e provvede al riversamento all’INAIL del contributo del 7% destinato all’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. In caso di voucher cartaceo, invece, il prestatore potrà andare a riscuotere gli importi decorse 48 ore dal termine della prestazione.

Profili sanzionatori
Le principali violazioni in materia di lavoro occasionale accessorio attengono principalmente al superamento dei limiti quantitativi previsti e all’impiego dei voucher oltre la scadenza dei 30 giorni dalla data di acquisto.
In caso di prestazioni rese nei confronti di una impresa o di un lavoratore autonomo e inerenti l’attività economica da questi esercitata, la sanzione prevista in caso di superamento dei suddetti limiti è la trasformazione in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato, con conseguente applicazione delle relative sanzioni civili e amministrative.
In altri termini sarà possibile operare la “trasformazione” del rapporto ogniqualvolta le prestazioni del lavoro accessorio siano verosimilmente fungibili con le prestazioni rese da altro personale già dipendente di un imprenditore o professionista.
Nel caso di utilizzo di voucher oltre i 30 giorni la prestazione verrà considerata prestazione di fatto in nero ab origine e dunque soggetta a trasformazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e alle sanzioni previste per il lavoro irregolare.

FONTE: http://bit.ly/1MPtaxm

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