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Welfare aziendale: il successo di un modello che va oltre i benefits aziendali

Welfare aziendale: il successo di un modello che va oltre i benefits aziendali

Il welfare aziendale può essere lo strumento per creare un clima migliore tra azienda e lavoratori, soprattutto in tempi di crisi economica

Nell’ambito della cultura d’impresa, la responsabilità sociale si sta affermando come elemento chiave per intervenire sull’impatto sociale della propria attività, indipendentemente dagli obblighi di legge o dai vincoli verso gli azionisti di riferimento. Non si tratta di filantropia, né di marketing o mera politica di comunicazione: la responsabilità sociale è integrata col core business aziendale ed è essenziale, oggi più che mai, per il successo a medio/lungo termine delle politiche societarie.

Responsabilità sociale d’impresa – Il tema della responsabilità sociale ha posto le basi per riflettere sui modelli di relazioni tra impresa, dipendenti, rappresentanze sindacali, e non solo. Da uno dei tanti confronti è scaturita una nuova forma di welfare aziendale che, a maggior ragione in un momento di crisi economica, può diventare strumento per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, creando un clima più coeso.

Welfare Italia – L’attuale sistema di Welfare è in crisi da tempo – e non è una novità, dal momento che lo stesso sistema è sempre stato basato sul debito. Una spesa sociale al di sopra della media dei Paesi Ocse, fortemente squilibrata a favore della parte pensionistica, con oneri sanitari in preoccupante trend di medio/lungo termine, che potrebbe portare ad un raddoppio entro il 2050, in relazione al progressivo invecchiamento della popolazione, con conseguente aumento del fabbisogno di risorse socio-sanitarie.

La complessità di bisogni, l’invecchiamento della popolazione, i mutati rapporti tra generazioni, i limiti di spesa della finanza pubblica sono destinati ad assegnare alla persona, alla famiglia e ad altri enti la responsabilità della tutela delle fasce più deboli. In tale contesto si sta pertanto diffondendo una nuova sensibilità da parte delle aziende e una gestione delle politiche umane maggiormente innovativa, che darà vita ad un sistema di welfare aziendale diverso e flessibile.

Welfare Aziendale cos’è

Per “welfare aziendale” si intende l’insieme di iniziative e dei servizi che le aziende realizzano, sia per autonoma decisione che per accordo con le rappresentanze sindacali, per venire incontro alle esigenze dei lavoratori nei campi più vari, dall’assistenza sanitaria alla necessità di cura dei figli, dall’accesso al credito al tempo libero. Il welfare aziendale è parecchio diffuso nelle aziende di grandi dimensioni, ancora limitato nelle PMI. Gli strumenti più diffusi sono l’assistenza sanitaria integrativa (24% dei casi), vaccinazioni (17%), convenzioni con banche e check up medico (16%), corsi di formazioni e convenzioni con agenzie viaggi. Rari i servizi legati alla palestra e al nido aziendale (solo 7/8%), ancora meno rilevanti i servizi alla famiglia come borse di studio, sportelli di assistenza sociale, aiuti per l’acquisto di testi scolastici e carrelli di spesa gratuiti fermi a percentuali tra il 3% e l’1%.

Welfare Aziendale: quali sono i benefici

Oggi il tema gode di nuova vita dal momento che in passato era stato visto dalle organizzazioni sindacali come un depotenziamento del ruolo delle contrattazioni aziendali in favore di una logica quasi paternalistica. Il welfare comunque non deve essere lasciato all’iniziativa individuale, ma indirizzato verso una forma di coordinamento e pianificazione in modo da creare una logica di sistema, evitando sovrapposizioni e sfruttando al meglio le economie di scala.

I sistemi di welfare aziendale e, in più generale, tutti i benefits aziendali offerti ai dipendenti, in primo luogo dirigenti e quadri, negli ultimi anni hanno assunto significativa rilevanza. Le risorse limitate del periodo attuale hanno posto l’attenzione sulle componenti dei pacchetti stipendiali non esclusivamente di carattere monetario. È ben noto che spesso un’elargizione da parte dell’azienda che non sia denaro, ma un servizio latente, generi un livello di soddisfazione maggiore nel singolo dipendente.

I benefits cui si è sopra fatto cenno variano in base all’inquadramento dei prestatori d’opera, ma spesso non ne seguono le esigenze o aspettative, se pensiamo ad una copertura di premorienza per un dipendente single giovane oppure alle differenze di bisogni tra neoassunti magari più interessati a mutui a tassi agevolati  o anticipi tfr per sostenere l’acquisto prima casa rispetto ad un dipendente in azienda da anni più incline a valutare offerte di piani pensionistici.

A tal proposito è maturata un’idea di un welfare aziendale flessibile, una sorta di menù a tendina dove ogni lavoratore possa compiere la scelta migliore. Il budget di spesa andrebbe naturalmente fissato ab initio in funzione della categoria di appartenenza e del contratto collettivo nazionale di inquadramento.  In tal modo sarebbe possibile costruire un welfare che preveda differenziati livelli di contribuzione ai fondi pensione, vari livelli di premio in relazione alle coperture assicurative, un’ampia scelta di spese mediche, una gamma di marche e modelli di autovetture, mutui personalizzabili, servizi di formazione, servizi legati al tempo libero dei dipendenti, ecc.

In questo modo, il lavoratore otterrebbe notevoli vantaggi non solo per la possibilità di scelta, ma anche grazie al rapporto costo/valore nettamente più favorevole, poichè non si tratterebbe più di acquisti su base individuale, ma di servizi contrattati su base collettiva e da interlocutori più forti. Per l’azienda significherebbe inoltre evitare di destinare risorse a benefits ritenuti pressoché inutili in quanto non graditi dai lavoratori, rendendo chiara la politica delle gestione risorse umane con un ritorno positivo in motivazione del personale oltre a risparmi fiscali per le prestazioni concesse.

Il progetto del welfare aziendale pone l’accento sulla necessità delle aziende di essere volano dello sviluppo non solo economico, ma sociale. Nel mondo economico di oggi, le aziende devono mirare alle soluzioni che rendano felici e partecipi i propri lavoratori costruendo le basi per un equilibrio tra impegni personali e lavorativi degli stessi. Così facendo si otterrà un recupero di clima interno notevolmente migliore, rispetto a quello scalfito negli ultimi periodi dalle forti tensioni economiche ed occupazionali.

FONTE: http://bit.ly/21VsVUL

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