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Contratto di apprendistato: per chi e con quali agevolazioni

Contratto di apprendistato: per chi e con quali agevolazioni

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L’apprendistato rappresenta un’occasione per giovani e disoccupati, mentre le aziende possono godere di incentivi contributivi ed economici.

Il contratto di apprendistato è una delle formule più utilizzate per inserire i giovani nel mondo del lavoro. Comprende diverse tipologie ed abbraccia una platea di aspiranti lavoratori piuttosto ampia: ragazzi tra i 15 e i 29 anni, a seconda del tipo di contratto. E’ una sorta di do ut des: il ragazzo lavora per un’azienda con tanto di retribuzione e l’azienda s’impegna ad insegnargli il mestiere o ad assicurargli una riqualificazione professionale, beneficiando di agevolazioni normative, contributive ed economiche. Ci guadagnano tutti e due. Purché vengano rispettati i patti.

Il contratto di apprendistato sarebbe, per definizione, un contratto a tempo indeterminato. Ma, essendo regolamentati dalle singole Regioni, alcuni di questi enti definiscono specifiche modalità di utilizzo anche a tempo determinato per le attività stagionali.

Ci sono tre tipi di contratti:

  • apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria  superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;
  • apprendistato professionalizzante;
  • apprendistato di alta formazione e di ricerca.

Solo nel secondo caso (l’apprendistato professionalizzante) le aziende con più di 50 dipendenti hanno l’obbligo di continuare a tempo indeterminato il rapporto di lavoro con almeno il 20% degli apprendisti, altrimenti non possono assumerne altri.

Un disoccupato può essere assunto come apprendista?

Come detto, il contratto di apprendistato interessa non solo ai giovani che devono imparare un mestiere ma a chi vuole ricollocarsi nel mercato del lavoro con nuove competenze. Quindi, la legge consente di assumere come apprendista anche un lavoratore in mobilità oppure un disoccupato che punti alla riqualificazione professionale per avere qualche sbocco in più. Se ne deduce che, in questi casi, non esiste un limite di età per poter sottoscrivere un contratto di apprendistato.

Contratto di apprendistato: quali agevolazioni

L’imprenditore che assume dei lavoratori con un contratto di apprendistato può beneficiare di alcune agevolazioni che variano a seconda della tipologia del contratto stesso. Vediamole in sintesi.

Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale

Questo contratto di apprendistato, frutto di un’intesa tra scuola e azienda, riguarda i giovani tra 15 e 25 anni che vogliono conseguire una qualifica ed un diploma professionale, un diploma di istruzione secondaria superiore o un certificato di specializzazione tecnica superiore. La durata può variare da 1 a 4 anni, a seconda del titolo a cui si aspira. Il contratto prevede l’alternanza scuola-lavoro ed il monte ore di formazione va da un minimo di 990 ad un massimo di 1056.

Le agevolazioni per l’azienda sono:

  • retribuzione delle ore di formazione interna nella misura del 10%;
  • nessuna retribuzione delle ore di formazione esterna;
  • retribuzione in misura percentuale pari al:
    • 45% per il 1° anno di lavoro;
    • 55% per il 2° anno di lavoro;
    • 65% per il 3° anno di lavoro;
    • 70% per il 4° anno di lavoro;
  • contribuzione ridotta con aliquote pari a:
    • 1,61% a carico del datore di lavoro, 5,84% a carico dell’apprendista (per i primi 3 anni di apprendistato se l’azienda ha meno di 9 dipendenti);
    • 5% a carico del datore di lavoro e sgravio della contribuzione Naspi, pari all’1,61% per le aziende con oltre 9 dipendenti.

Apprendistato per l’alta formazione

Il contratto di apprendistato per la ricerca e l’alta formazione interessa chi aspira a:

  • una laurea o un altro titolo di studio universitario;
  • un dottorato di ricerca;
  • un diploma relativo ai percorsi degli istituti tecnici superiori;
  • il praticantato per accedere ad un ordine professionale.

Non è previsto un monte ore fisso: dipenderà dal singolo lavoratore.

Le agevolazioni economiche e contributive per l’azienda sono le stesse del contratto per la qualifica ed il diploma professionale. Inoltre, la retribuzione sarà dovuta in misura ridotta con inquadramento di un livello inferiore se il contratto di apprendistato ha la durata di 1 anno. Se, invece, il contratto dura più di un anno, l’inquadramento sarà di 2 livelli inferiori per la prima metà e di un livello inferiore per la seconda metà.

Apprendistato professionalizzante

L’apprendistato professionalizzante è il più utilizzato, forse perché prevede il minor numero di ore di formazione. Serve per ottenere una qualificazione professionale ai fini contrattuali ed è rivolto a lavoratori

  • tra i 18 e i 29 anni;
  • tra i 17 anni e i 29 anni, se in possesso di una qualifica professionale, conseguita anche attraverso il sistema duale (scuola-lavoro);
  • oltre i 29 anni, se iscritti alle liste di mobilità o disoccupati.

La durata massima del contratto non può superare i 3 anni, o i 5 anni per gli artigiani.

La formazione tecnico-professionale è regolata dai contratti collettivi nazionali, mentre quella trasversale di base ha una durata di:

  • 120 ore nel triennio;
  • 80 ore nel triennio, se il lavoratore è in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore;
  • 40 ore nel triennio, se il lavoratore è in possesso di laurea.

Oltre alle solite agevolazioni economiche e contributive già viste, il contratto di apprendistato professionalizzante prevede che la retribuzione sia dovuta in misura ridotta con inquadramento sino a 2 livelli inferiori, o in misura percentualizzata, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi.

In qualsiasi caso, se gli obblighi formativi non vengono rispettati il datore di lavoro dovrà pagare una sanzione economica, che consiste nel versamento della differenza tra la contribuzione erogata e quella dovuta, facendo riferimento al livello contrattuale superiore che il lavoratore avrebbe raggiunto al termine dell’apprendistato e con una maggiorazione del 100%.

FONTE: http://bit.ly/2jDlUYi

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