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Bonus Renzi (L.66/2014), quando devo restituirlo?

Bonus Renzi (L.66/2014), quando devo restituirlo?

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Bonus da 80 euro: quali lavoratori ne hanno diritto, quando si deve ridurre, quando va restituito.

Ha destato notevole scalpore la recente notizia in merito al noto bonus Renzi, o bonus 80 euro: ben 1,7 milioni di italiani, difatti, hanno dovuto restituire questo beneficio, percepito ogni mese in busta paga.

La maggior parte delle restituzioni, però, non è stata comportata dal superamento della soglia massima di reddito, al di sopra della quale non si ha diritto al bonus, ma è stata comportata dal fatto che il reddito complessivo non ha superato la soglia minima richiesta per il bonus.

Ma facciamo il punto della situazione e cerchiamo di capire come funziona il bonus da 80 euro, chi ne ha diritto e in quali casi va ridotto o restituito.

Bonus 80 euro: come funziona

Il bonus da 80 euro spetta a quei contribuenti che percepiscono redditi da lavoro dipendente e assimilati, come i compensi per i cococo e l’indennità di disoccupazione.

In particolare, per i contribuenti che hanno un reddito complessivo sino a 24.000 euro annui, il bonus è dovuto in misura intera, cioè pari a 80 euro mensili e 960 euro annui, sempre che la detrazione spettante per lavoro dipendente superi l’imposta (dunque il reddito deve essere superiore a 8.000 euro annui).

Il bonus solitamente è fruito in busta paga, ma il dipendente può scegliere anche di non percepirlo mensilmente, ricevendolo in un’unica soluzione, in sede di dichiarazione dei redditi (730 o modello Unico).

Bonus 80 euro: riduzione

Per i redditi da 24.000 a 26.000 euro, l’importo del bonus è ridotto secondo la seguente formula: 960 x (26.000-reddito annuale ) : 2.000.

Ad esempio, se un contribuente ha un reddito pari a 25.000 euro, ha diritto a un bonus pari a:

  • 960 x (26.000-25.000):2000;
  • 960 x ( 1000:2000);
  • 960 x 0,5;
  • 480 euro.

Bonus 80 euro: quando va restituito

In base a quanto esposto, sono due gli elementi ai quali si deve porre molta attenzione, per comprendere se il bonus spetta, o meno:

  • da una parte, la detrazione d’imposta non deve superare l’imposta stessa; chi non paga Irpef, dunque, in quanto il reddito è inferiore alla soglia di 8.000 euro annui, non ha diritto al bonus;
  • dall’altra parte, la soglia massima di reddito non può superare i 26.000 euro;
  • bisogna fare molta attenzione anche nel caso in cui il reddito superi i 24.000 euro ma non superi i 26.000 perché, come abbiamo visto, il bonus viene progressivamente ridotto.

Ma che cosa succede se ci si accorge di aver percepito, nell’anno, un bonus maggiore di quello spettante, o addirittura se ci si accorge che il beneficio non spettava per niente?

Bonus Renzi: quando e come va restituito

Solitamente è il datore di lavoro, in sede di conguaglio annuale, ad accorgersi che il bonus non spetta: il datore di lavoro, a questo punto, è obbligato a trattenere dalla busta paga il bonus percepito non spettante.

Se il datore di lavoro non opera il conguaglio in busta paga, il problema è soltanto rinviato, perché il bonus deve comunque essere restituito in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi: il che è un grosso problema, specie per coloro che devono restituirlo a causa dell’esiguità del reddito, in quanto l’importo va restituito in un’unica soluzione. Nel peggiore dei casi, cioè nell’ipotesi in cui si sia percepito l’intero bonus, non spettante nemmeno in misura parziale, significa dover restituire di colpo 960 euro, senza possibilità di rateizzare. Chi non lo restituisce, vedrà il debito iscritto a ruolo e si troverà ad avere a che fare con le odiose cartelle di Equitalia.

Ma che cosa può fare il lavoratore per evitare di trovarsi in una situazione del genere?

Bonus 80 euro: meglio nella dichiarazione dei redditi

A meno che non si abbia la certezza assoluta di ricevere, nell’anno, una determinata cifra, superiore a 8000 euro ma inferiore a 24000 (al netto dei contributi previdenziali) e non si possiedano altri redditi, la scelta più conveniente è quella di non fruire del bonus in busta paga.

Meglio una piccola rinuncia, ma una successiva bella ricompensa in un’unica soluzione, piuttosto che ritrovarsi 80 euro in più ogni mese, ma rischiare di doverne restituire, alla fine dell’anno, quasi mille.

FONTE: http://bit.ly/2mSmPFB

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