Domande & Risposte, Edicola News, Lavoro e Previdenza

Busta paga con meno ore: che cosa fare

Lavoro full time e paga corrispondente al part time: come far valere i propri diritti col datore di lavoro.

Il lavoro grigio, negli ultimi anni, appare come un fenomeno in continua crescita, che si affianca al lavoro nero e ne sta per raggiungere le dimensioni. Ma di che cosa si tratta? Come il lavoro nero, anche il lavoro grigio consiste nello svolgimento irregolare dell’attività lavorativa: mentre il lavoratore in nero, però, non ha alcun tipo di contratto, chi lavora in grigio sottoscrive un contratto, che tuttavia non rispecchia il suo inquadramento reale.

È il caso, ad esempio, del lavoratore, obbligato ad aprire partita Iva, che in realtà non svolge l’attività in modo autonomo, ma subordinato, in quanto tenuto a rispettare un orario di lavoro o a prestare la propria opera in una sede individuata dal committente (che, di fatto, è il datore di lavoro). Lo stesso accade ai collaboratori la cui attività è eterodiretta, cioè organizzata con tempi e modalità stabiliti dal committente.

Per non parlare di tutti quei casi in cui il dipendente, pur lavorando a tempo pieno, si vede consegnare una busta paga con meno ore: che cosa fare in una situazione simile? È lecito che il datore di lavoro applichi l’orario part time a un dipendente che svolge la propria attività full time?

Assolutamente no: è illecito il comportamento del datore di lavoro che inquadra il dipendente a tempo parziale nonostante lavori a tempo pieno, o che di fatto lo retribuisca per un numero inferiore di ore rispetto a quelle lavorate, anche nell’ipotesi in cui corrisponda la retribuzione fuori busta.

Le ore fuori busta, difatti, sono comunque un danno per il lavoratore, le cui tutele (pensione, indennità di disoccupazione, etc.) risultano commisurate alla retribuzione dichiarata, e non certamente a quella percepita in nero. Anche i ratei, se ci sono delle ore non retribuite nel cedolino paga, maturano in misura inferiore.

Dove sono indicate le ore in busta paga?

Tra le competenze riportate nel cedolino paga, solitamente sono indicate:

  • le ore lavorate nel mese, moltiplicate per la paga oraria contrattuale;
  • in alternativa, le giornate lavorate nel mese, moltiplicate per la paga giornaliera contrattuale.

Se il dipendente ha svolto lavoro supplementare o straordinario, devono essere indicate separatamente le ore di lavoro extra prestato, assieme all’eventuale maggiorazione dovuta. Sono, inoltre, indicate le ore o le giornate di assenza retribuite e non retribuite.

Le ore lavorate o di assenza devono essere inoltre indicate, giorno per giorno, nel calendario delle presenze (solitamente stampato nello stesso foglio del cedolino paga).

Busta paga con numero di ore errato

Ti sei accorto che nella tua busta paga sono state inserite delle ore in meno rispetto a quelle lavorate? Oppure ti sono state inserite ore di assenza non retribuita nonostante tu fossi regolarmente presente?

Potrebbe innanzitutto trattarsi di un errore: se ti sei accorto dello sbaglio entro il 16 del mese successivo al periodo di paga, chiedi immediatamente la correzione al datore di lavoro.

Se ti sei accorto dell’errore dopo il 16 del mese successivo, non puoi chiedere la correzione della busta, ma puoi richiedere al datore di lavoro di erogare la differenza spettante nelle mensilità successive: ti riconoscerà degli “arretrati anno corrente” nel cedolino, oppure degli “arretrati anno precedente”, nel caso in cui il cedolino errato si riferisca all’anno precedente.

Busta paga con orario part time

Se, invece, ti sei accorto che il tuo inquadramento contrattuale, esposto in busta paga, è part time, nonostante tu svolga l’attività a tempo pieno, la situazione è più complessa. Molto probabilmente non si tratta di un errore, ma di un illecito, finalizzato a “tagliare i costi” (sulle spalle dei dipendenti).

Lo stesso vale nell’ipotesi in cui le ore non valorizzate in busta paga, ma lavorate, siano un inconveniente che si ripete sistematicamente.

In questo caso, che cosa puoi fare per tutelare i tuoi diritti?

Se l’azienda non corregge i cedolini errati e non chiarisce la situazione, è consigliabile richiedere le differenze retributive e la regolarizzazione della situazione inviando una comunicazione all’azienda tramite pec o raccomandata, anche con l’aiuto di un consulente del lavoro, del sindacato o di un avvocato.

E se l’azienda, nonostante le tue richieste, non regolarizza la situazione?

Puoi rivolgerti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro o al sindacato per un tentativo di conciliazione. Se la conciliazione non va a buon fine e il datore di lavoro non ottempera alle tue richieste, non ti resta che trovare un legale di tua fiducia per fargli causa.

Come dimostrare che mancano delle ore in busta paga?

A questo punto, come riuscire a dimostrare che hai lavorato per più ore rispetto a quelle indicate nel cedolino del mese? Ecco alcuni accorgimenti che puoi adottare:

  • segna tutte le ore di lavoro che fai, straordinari compresi; se ci sono delle giornaliere, assicurati che siano compilate adeguatamente;
  • procurati delle copie di tutta la documentazione con la quale puoi provare la tua presenza sul posto di lavoro, come i fogli degli orari, delle firme giornaliere, il piano ferie, etc.;
  • segna le somme che ricevi come compenso (ricorda che dal 1° luglio 2018 è vietato pagare la retribuzione in contanti, anche in parte), conserva copia di eventuali bonifici o assegni;
  • se discuti col datore di lavoro, fai modo di avere dei colleghi nelle vicinanze, in modo tale che possano testimoniare;
  • ricordati che puoi registrare, per difenderti, i colloqui con i colleghi, senza il consenso dei presenti: lo ha chiarito la Cassazione, con una nuova sentenza [1]; il diritto dei colleghi alla riservatezza, difatti, deve essere bilanciato col diritto alla tutela in giudizio;
  • procurati gli indirizzi e i contatti dei colleghi in modo da poterli rintracciare in modo diretto;
  • ricorda che anche chi lavora vicino alla sede della tua azienda potrebbe diventare un utile testimone: annota i loro contatti e gli indirizzi;
  • se devi avviare una causa, possibilmente fallo insieme ad altri colleghi: una denuncia collettiva ha sicuramente un peso maggiore.

Commenta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...