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Dimissioni dal lavoro: come presentarle, adempimenti

Dimissioni dal lavoro: come presentarle, adempimenti

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Le dimissioni sono quell’atto con cui il lavoratore manifesta la volontà di interrompere il rapporto di lavoro con l’azienda. Devono essere convalidate dall’azienda e, in alcuni casi, devono essere confermate in una sede protetta, a garanzia del lavoratore. Vediamo cosa prevede la legge in merito.

Il lavoratore può recedere liberamente dal contratto di lavoro rassegnando le dimissioni senza particolari motivi o vincoli di forma, salvo che il contratto collettivo e/o quello individuale dispongano diversamente.

Unico obbligo del lavoratore è il rispetto del periodo il preavviso: il dipendente dovrà quindi comunicare all’azienda la propria volontà di interrompere il rapporto con un certo anticipo, stabilito dal contratto collettivo. In mancanza, dovrà pagare all’azienda una somma di denaro pari alla retribuzione che avrebbe percepito nel periodo di preavviso.

Non è necessaria l’accettazione delle dimissioni da parte del datore di lavoro, ma la loro piena efficacia è subordinata alla loro convalida.

Se il contratto di lavoro contiene una clausola di durata minima garantita (c.d. patto di stabilità) a favore del datore di lavoro, la possibilità del lavoratore di rassegnare le dimissioni è limitata per un certo periodo di tempo fissato nel patto.

In questo caso il rapporto di lavoro è a tempo indeterminato, ma si comporta, nel corso della durata minima stabilita, come se fosse a termine: durante tale periodo le parti possono recedere dal contratto solo per giusta causa (una ragione gravissima che impedisce la prosecuzione, anche temporanea del rapporto).

In caso di dimissioni anticipate rispetto al termine di durata garantita, il lavoratore è tenuto a risarcire il danno che ne derivi al datore.

Comunicazione delle dimissioni

La legge non prescrive obblighi di forma per le dimissioni, che pertanto possono essere rassegnate:

– a voce;

– per iscritto;

– con qualsiasi atto idoneo a manifestare la volontà di interrompere il rapporto (ad es. il lavoratore non si presenta più al lavoro).

La maggior parte dei contratti collettivi richiedono invece, obbligatoriamente, la forma scritta a volte specificando anche le modalità di trasmissione (ad esempio, mediante lettera raccomandata).

La forma scritta è comunque preferibile per poter provare l’effettiva volontà e la data delle dimissioni stesse.
In genere le dimissioni vengono rassegnate con una lettera firmata, che deve contenere: data, indirizzo della società o della persona a cui è rivolta, periodo di preavviso e indicazione dell’ultimo giorno di lavoro.
La lettera deve essere consegnata al proprio diretto superiore o alla Direzione del Personale, preferibilmente in duplice copia, di cui una resta al lavoratore controfirmata per ricevuta.

In alternativa può essere trasmessa con raccomandata a.r. o PEC.

Non è necessario indicare le motivazioni delle dimissioni.

La convalida

L’efficacia delle dimissioni è condizionata alla loro convalida, o alla mancanza di convalida nei termini stabiliti dalla legge.

Fino a quel momento esse sono considerate valide, ma temporaneamente inefficaci e, quindi, il contratto di lavoro non può intendersi cessato.

Per rendere efficaci le proprie dimissioni, il lavoratore deve, alternativamente:

firmare un’apposita dichiarazione sulla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, inviata dall’azienda al Centro per l’impiego

– procedere alla convalida presso la DTL o il Centro per l’impiego territorialmente competenti o le sedi indicate dai contratti collettivi di settore.

In mancanza di convalida o di sottoscrizione della dichiarazione, il datore di lavoro che voglia rendere efficaci le dimissioni, deve trasmettere al lavoratore, entro 30 giorni dalla data delle dimissioni, un invito scritto a presentarsi presso le sedi competenti per la convalida o per la sottoscrizione della ricevuta di trasmissione.

Se il datore di lavoro non provvede, nel termine dei 30 giorni, a trasmettere al lavoratore l’invito, le dimissioni sono definitivamente prive di effetto.
Se invece l’invito è recapitato nel termine dei 30 giorni, il lavoratore, entro altri 7 giorni di calendario, può:

– non aderire all’invito del datore di lavoro: il rapporto di lavoro si intende definitivamente risolto con effetto dalla data delle dimissioni

– aderire all’invito del datore di lavoro e convalidare le dimissioni: le dimissioni acquistano efficacia definitiva e il rapporto si risolve
Revoca delle dimissioni

Se il lavoratore, nel termine di 7 giorni dalla ricezione dell’invito del datore di lavoro a presentarsi per la convalida delle dimissioni o per la sottoscrizione della dichiarazione, revoca le dimissioni, il rapporto di lavoro si ripristina.
Il contratto di lavoro, se interrotto per effetto delle dimissioni, riprende normalmente dal giorno successivo alla comunicazione della revoca.

FONTE: http://bit.ly/1NFexg6

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