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Ddl Stabilità 2016: le novità sul fronte lavoro

Ddl Stabilità 2016: le novità sul fronte lavoro

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Anticipo al 2016 della “no tax area”, proroga dell’opzione donna legata al monitoraggio e part-time agevolato: ecco le ultime novità

Arriva il placet della Camera al Ddl Stabilità 2016. Il testo della Manovra Finanziaria, che da oggi (lunedì) è passato al Senato, contiene ricche novità sul fronte lavoro, che vanno ad impattare non soltanto sul sistema previdenziale ma anche sulle imprese che intendono assumere a tempo indeterminato dal 1° gennaio 2016. In particolare, sul fronte previdenziale è stata anticipato di un anno (dal 1° gennaio 2017 al 1° gennaio 2016) l’ampliamento dei limiti della “no tax area”, mentre la proroga dell’“opzione donna” è stata legata all’avanzamento di eventuali risorse economiche. Altra novità – sempre per quanto concerne le pensioni – riguarda lo stop alle penalità previste dalla Riforma Fornero (L. n. 92/2012) per chi è andato in pensione prima dei 62 anni nel triennio “2012-2014”. Inoltre, per i lavoratori delle ferrovie esposti alle polveri di amianto è stato riconosciuto un meccanismo di prepensionamento flessibile come “risarcimento” per il lavoro usurante svolto.

Sul fronte della flessibilità in uscita viene introdotta una misura sperimentale di “invecchiamento attivo” per consentire ai lavoratori più anziani di optare per un part-time volontario con contribuzione figurativa piena a carico della finanza pubblica e trasferimento dei contributi aziendali in busta paga negli ultimi tre anni di contratto.

Confermato il congelamento al 27,72% – anche per il 2016 – dell’aliquota contributiva a carico degli iscritti in via esclusiva alla gestione separata dell’Inps.

Ma andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio tutte le novità previste nel “pacchetto lavoro”.

No tax area – Come poc’anzi anticipato, i pensionati vedono anticiparsi di un anno – e quindi dal 1° gennaio 2016 e non più dal 1° gennaio 2017 – l’aumento della “no tax area”. Ricordiamo che il Ddl Stabilità 2016 prevede un leggero aumento delle suddette soglie di reddito, che passano:

  • dagli attuali 7.750 euro a 8.000 euro, per i pensionati con età anagrafica superiore ai 75 anni;
  • dagli attuali 7.500 euro a 7.750 euro, per i pensionati con età anagrafica inferiore ai 75 anni.

Part-time agevolato – Interessante misura, seppur sperimentale, è prevista per i lavoratori più anziani che intendono ridurre volontariamente l’attività lavorativa. In pratica, si consente una riduzione di orari tra il 40 e il 60% a chi matura il requisito anagrafico per la vecchiaia a fine 2018 (66 anni e 7 mesi per i lavoratori dipendenti maschi, per le lavoratrici del settore privato 65 anni e 7 mesi per il biennio 2016-2017 e 66 anni e 7 mesi per il 2018). Se lo strumento avrà successo il Governo lo rifinanzierà.

Sgravio contributivo mini – Si riduce da 8.060 euro annui a 3.250 euro lo sgravio contributivo annuo dei datori di lavoro che intendono assumere dal 1° gennaio 2016 con contratto a tempo indeterminato. Per il Sud il beneficio potrebbe estendersi anche per i rapporti stabili siglati nel 2017 (ma ciò dipenderà dall’entità dei fondi europei a disposizione del Piano azione e coesione, Pac, e comunque si dovrà acquisire l’autorizzazione della Commissione Ue).

Premi di produttività – Resta confermata l’aliquota agevolata al 10% per i premi di produttività fino a 2mila euro (2.500, per le imprese che coinvolgono pariteticamente i lavoratori), ma, con una sostanziale modifica: ai fini del conteggio del premio viene riconosciuta l’inclusione dei periodi di maternità.

Pensione anticipata senza sanzioni – Viene cancellata, anche per i pensionamenti pregressi, la norma ai suoi tempi introdotta dalla Riforma Fornero che prevedeva una penalizzazione per chi è andato in pensione anticipata prima dei 62 anni (1% per ognuno dei primi due anni e 2% per ogni ulteriore anno) nel triennio “2012-2014”.

La riduzione, prevista dal Decreto Legge 201/2011, era già stata eliminata per il 2015, ma non per i pensionamenti pregressi. Confermato, infine, il congelamento al 27% per l’anno prossimo dell’aliquota contributiva a carico degli iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata dell’Inps.

Opzione donna – Per quanto riguarda il c.d. “opzione donna”, ossia la possibilità per le lavoratrici di pensionarsi a 57 o 58 anni e 3 mesi (se dipendenti o autonome) col ricalcolo dell’assegno con il sistema contributivo invece di quello misto, il Governo ha deciso di affidarsi a un monitoraggio per vedere se esistono i margini per un eventuale allungamento di tale opzione. Il prossimo settembre si verificherà il tiraggio di questa misura di anticipo pensionistico e in caso di risparmi si potrà scegliere di allungarlo.

DIS-COLL per il 2016 – Tra le ultimissime novità troviamo anche la proroga per il 2016 della DIS-COLL (il meccanismo di disoccupazione per i collaboratori); a tal fine, verranno stanziati 54 milioni di euro per il 2016 e 24 milioni di euro per il 2017. Ricordiamo che il nuovo ammortizzatore sociale, disciplinato dall’art. 15 del D.Lgs. n. 22/2015, è stato introdotto dal 1° maggio 2015 solo in via sperimentale solo fino al 31 dicembre 2015. Esso è rivolto ai rapporti di co.co.co. e co.co.pro. – che sono stati aboliti dal 25 giugno 2015, ad esclusione di quelli in essere fino alla loro naturale scadenza – iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non pensionati e privi di partita IVA. Restano esclusi, invece, gli amministratori e i sindaci.

FONTE: http://bit.ly/1O2UGpr

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