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Permessi Legge 104, proroga in automatico

Permessi Legge 104, proroga in automatico

domanderisposte

Fruisco dei permessi Legge 104 per assistere mio figlio, che al compimento dei 18 anni avrà la visita di revisione: ho il diritto alla proroga dei 3 giorni mensili nel frattempo?

In merito alla rivedibilità dell’invalidità, si può affermare con sufficiente certezza la sussistenza del diritto alla proroga dei permessi Legge 104, sino agli accertamenti sanitari di revisione, anche qualora il beneficiario non sia il disabile stesso, ma il familiare che lo assiste.

Ma andiamo per ordine , e cerchiamo di comprendere se tale agevolazione è riflessa nel diritto del portatore di handicap, oppure è prevista esplicitamente dalla normativa.

Revisione dell’handicap e proroga dei benefici

Innanzitutto, il cosiddetto Decreto semplificazioni [1], in vigore dall’agosto 2014, stabilisce che, in attesa della visita di revisione, il soggetto invalido o portatore di handicap conserva tutti i diritti precedentemente acquisiti.

L’estensione automatica, nel dettaglio, riguarda i minorati civili e le persone con handicap, in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità; dal punto di vista delle provvidenze prorogabili, sono conservati tutti i diritti acquisiti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura.

Proroga dei benefici per i disabili minorenni

In particolare, poi, per quanto concerne i minori già titolari di indennità di frequenza, che abbiano provveduto a presentare la domanda in via amministrativa entro i sei mesi antecedenti il compimento dei 18 anni, sono riconosciute in via provvisoria, al compimento del diciottesimo anno, le prestazioni erogabili agli invalidi maggiorenni (restando fermo il successivo accertamento delle condizioni sanitarie e degli altri requisiti previsti dalla normativa specifica). Prima dell’entrata in vigore della nuova normativa, invece, tali soggetti perdevano il diritto alle prestazioni, in attesa della visita medica di revisione.

Per i minorenni titolari dell’indennità di accompagnamento per invalidi civili, ciechi civili, o dell’indennità di comunicazione, inoltre, sono ora ugualmente riconosciute le predette prestazioni in automatico, senza dover presentare la domanda amministrativa, e senza necessità di ulteriori accertamenti sanitari, fermi restando, ovviamente, i requisiti richiesti dalla normativa di settore.

Proroga dei permessi legge 104

La finalità della nuova normativa sulle semplificazioni è chiara: si vuole evitare che il disabile risulti ingiustamente penalizzato dalle lungaggini burocratiche dovute all’attesa delle visite di revisione, pertanto si permette che l’interessato continui a godere dei benefici già concessi anche dopo la scadenza, sino ai nuovi controlli sanitari, di qualsiasi tipologia essi siano.

La normativa non menziona esplicitamente la proroga del beneficio dei permessi retribuiti mensili (cosiddetti permessi Legge 104), né per quanto riguarda le ipotesi in cui sia il lavoratore portatore di handicap stesso a fruirne, né per quanto concerne i genitori o gli eventuali altri familiari del disabile beneficiari dei permessi per la sua assistenza, ma si limita ad indicare la proroga di tutti i benefici per il disabile, in via generale.

Bisogna allora ragionare sui seguenti punti, per comprendere la sussistenza, o meno, della proroga del diritto ai permessi anche per il familiare che presta assistenza:

– innanzitutto, i permessi Legge 104 sono preordinati all’assistenza ed alla cura del portatore di handicap, pertanto non si tratta, sostanzialmente, di un beneficio concesso al lavoratore che lo assiste, ma di un beneficio concesso al disabile;

– parlando di prolungamento della generalità degli aiuti per l’invalido, sono dunque incluse tutte le agevolazioni preordinate alla sua cura, al suo benessere ed alla sua assistenza, non rilevando chi, materialmente, effettui la richiesta del beneficio, poiché ciò che conta è il fine del beneficio stesso;

– proprio per questo motivo, i permessi Legge 104 devono, giocoforza, automaticamente essere inclusi tra i diritti prorogabili, sia laddove siano fruiti dal lavoratore disabile in prima persona, sia qualora richiesti dai genitori o dai familiari: in caso contrario, sarebbero stati esplicitamente esclusi dalla normativa.

Pertanto, in assenza di disposizioni contrarie, i genitori del disabile hanno diritto a fruire dei permessi retribuiti Legge 104 in misura piena, sino ad un’eventuale successiva visita medica che dichiari la perdita dei requisiti sanitari.

[1] Legge 114/2014

FONTE: bit.ly/1UBtb72

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