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Lavoro nuttorno: chi lavora di notte?

Non tutti gli orari di lavoro sono uguali. Ci sono persone che iniziano il turno quando gli altri vanno a dormire. Vediamo chi

“La gente della notte fa lavori strani, certi nascono oggi e finiscono domani”. Così cantava Jovanotti, nel suo elogio a chi vive la notte senza conoscere sbadiglio. Certamente sono lavori che nascono quando il resto del mondo va a dormire e finiscono all’alba, quando il mondo si sveglia. Sono lavori particolari, e per chi li fa non vale certo la regola degli orari aziendali 9-18. Vale invece un altro imperativo: quello del sacrificio, che impedisce di avere una vita normale, come tutti gli altri. Spesso impedisce di vedere i propri stessi familiari, perché si inizia il turno quando loro vanno a dormire e si stacca quando sono pronti per alzarsi e cominciare la frenetica giornata. È una tipologia di impegno lavorativo totalizzante, che stravolge i normali ritmi e che non tutti possono fare, perché può causare molti danni al ritmo biologico. Vediamo in cosa consiste il lavoro notturno e chi lavora di notte.

Lavorare di notte: cosa dice la legge

A volte si sceglie di farlo, altre volte si è obbligati, fatto sta che chi lavora di notte non è abbandonato al caso. Il lavoro notturno è una forma di lavoro regolamentato dalla legge, con specifici requisiti e condizioni [1].

Chi lavora di notte lo fa in un arco temporale di 7 ore, che oscilla dalle 24 alle 5 del mattino. E può lavorare:

  • per almeno tre ore al giorno in maniera abituale e continuativa oppure;
  • per un minimo di 80 giorni lavorativi in un anno o secondo le norme della sua contrattazione collettiva.

In ogni caso l’orario di lavoro di un turno di notte non può superare le 8 ore (a meno che il contratto collettivo della propria categoria non disponga diversamente). E qualunque azienda voglia assumere lavoratori notturni deve avviare un consultazione con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, che deve iniziare e finire entro 7 giorni. Vanno inoltre fatti controlli periodici sul lavoratore, disposti dal datore di lavoro.

A chi è vietato lavorare di notte?

Non tutte le persone possono però diventare lavoratori notturni. E il motivo sta proprio nella difficoltà, nella peculiarità e nell’atipicità del lavoro, che può causare stress e alterazione del ritmo biologico e del riposo in maniera indelebile.

Prima di analizzare chi lavora di notte, vediamo invece chi non lavora di notte, perché non può farlo per legge [2]:

  • le donne dal momento di accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno del bambino o della bambina;
  • la lavoratrice madre di un figlio sotto ai 3 anni di età (o in alternativa il lavoratore padre quando convivente con la madre);
  • lavoratrice o lavoratore con persona disabile a carico;
  • i minorenni;
  • il genitore unico affidatario di un figlio convivente minore di 12 anni;
  • la lavoratrice madre adottiva o affidataria di un minore, nei primi tre anni dall’ingresso del minore in famiglia e non oltre il dodicesimo anno di età (in alternativa il padre convivente);

Chi lavora di notte è pagato di più?

Chi lavora di notte – diciamocelo – fa un lavoraccio. Anche quando si ama profondamente ciò che si fa e quando se ne trae grande soddisfazione, non si può comunque negare la fatica di un turno di lavoro simile, svolto quando la notte è calata da un pezzo, il mondo dorme e raramente si riesce a vivere la luce del sole.

Ed è solo grazie a chi fa questo che riusciamo a godere di importanti servizi e comodità, come l’assistenza sanitaria, un caffè rigeneratore in autogrill,  il pane caldo al mattino, il giornale sempre pronto per essere letto.

È più che giusto allora retribuire questi lavoratori più di quelli diurni. E la legge è d’accordo, tanto dall’aver stabilito che chi lavora di notte deve essere pagato con una maggiorazione attorno al 20 o 30 per cento di un normale stipendio (percentuale stabilita dai contratti collettivi di categoria), estesa anche al trattamento di fine rapporto nel caso in cui il lavoro notturno riguardi la normale attività aziendale.

Chi lavora di notte va in pensione prima?

Abbiamo sottolineato – semmai ce ne fosse stato bisogno – che il lavoro notturno è particolarmente faticoso. Ci domandiamo allora se possa essere considerato lavoro usurante e se chi lo fa possa sperare di andarsene felicemente in pensione qualche anno (per l’esattezza 3 anni) prima degli altri.

La legge prevede infatti alcune tipologie di lavoro definito usurante, cioè decisamente più faticoso e pesante di molte altre professioni. Coloro che svolgono questi lavori usuranti possono quindi pensionarsi prima rispetto all’età prevista per legge.

Buone notizie per chi lavora di notte, perché il lavoro notturno rientra tra queste tipologie. E nello specifico fa lavoro usurante (e quindi se ne va in pensione anticipata di 3 anni):

  • chi lavora a turni durante la notte per almeno 6 ore e per almeno 64 giorni lavorativi all’anno
  • chi lavora per almeno 3 ore nell’arco di tempo tra le ore 24 e le ore 5 del mattino, per l’intero anno lavorativo

Per maggiori dettagli sul tema è possibile consultare la Guida di La Legge per Tutti “Pensione anticipata per lavoro notturno”

Chi lavora di notte in ospedale

Sono angeli che lavorano giorno e notte per assisterci e curarci. Medici, infermieri, oss, assistenti sanitari, ambulanze. Sfrecciano all’interno dei reparti e sale operatorie degli ospedali, e si alternano in turni notturni con i colleghi e con reperibilità notturne, per garantire a tutti noi il diritto alla salute. Terapie intensive, sale operatorie, cardiologie, centri ustioni, pronto soccorso, sono solo alcuni dei corridoi di reparto dove vediamo schizzare il personale ospedaliero tutta la notte, in attesa dell’alba, la fine del turno.

Non dimentichiamo poi che anche i farmacisti lavorano di notte, quando le farmacie fanno il turno.

Chi lavora di notte negli alberghi

La notte è giovane anche per il personale d’albergo, almeno parte di esso. Lavora di notte anche chi fa il receptionist e accoglie gli ospiti degli hotel e i portieri (soprattutto nelle grandi città e negli alberghi di alta fascia). La figura del portiere spesso poi, oltre a controllare la struttura minuziosamente, è quella che di notte si trasforma in receptionist, accogliendo gli ospiti con i check in e salutandoli con i check out, perché si sa, i viaggiatori non conoscono orari. E devono sempre trovare qualcuno che consegni loro la chiave della camera.

Chi lavora di notte nelle strade

Mentre noi automobilisti riposiamo, in attesa di metterci in viaggio al mattino seguente, di notte c’è chi si occupa di rifare le strade, tappare buche ed effettuare tutti quei lavori di manutenzione ordinaria o straordinaria che non si potrebbero fare nelle trafficate ore del giorno. Lavorano di notte anche gli operai dei cantieri stradali, con le loro tute arancioni catarifrangenti e una resistenza d’acciaio.

Chi lavora di notte in mare

Anche il mare ha i suoi lavoratori notturni. Sono i pescatori – grandi pescherecci, ma soprattutto pescatori artigianali -. Le loro barche sono vere e proprie figlie, con le quali lasciano i porti ogni notte, aiutati dalle lampare, alla ricerca di pesca abbondante da riportare indietro il mattino seguente, quando le aste dei mercati ittici e le loro famiglie, li aspettano in trepidante attesa. Non c’è buio, freddo o sonno che li fermi. Un lavoro di estrema fatica, fatto di notti senza sonno, sacrificio, mani gelate e continue lotte con il mare. Ma nessuno come loro può vantare l’immensa fortuna di vedere sorgere l’alba in diretta dal mare aperto.

Chi lavora di notte nel trasporto

Un esercito intero lavora di notte nel settore dei trasporti, così centrale per chi viaggia e per chi deve ricevere o spedire merci. Innanzitutto i macchinisti e conducenti dei mezzi pubblici urbani: tram, autobus, filobus, metropolitane (anche se non tutte viaggiano fino a tardi).

Ci sono poi i treni e gli aerei che garantiscono il servizio notturno ai viaggiatori. Lavorano in turni di notte anche macchinisti, piloti, copiloti, personale delle centrali di controllo del traffico aereo e ferroviario, steward e hostess di turno sui voli, personale degli aeroporti.

Chi lavora di notte nell’industria alimentare

Chi dobbiamo ringraziare se al mattino in qualunque forno, supermercato, negozio entriamo abbiamo sempre pane caldo da comprare? Rendiamo grazie ai mitici fornai e panettieri, che fanno con amore e passione turni di lavoro massacranti per creare uno degli alimenti più buoni e tradizionali che ci siano: il pane. Il loro è a tutti gli effetti un lavoro dal tramonto all’alba. E spesso va anche oltre, perché dopo aver panificato, il pane va anche consegnato nei negozi. Spesso quindi prima di mezzogiorno non si rientra a casa.

Non solo i panettieri però. Lavora di notte anche il personale degli autogrill, sempre aperti in attesa che qualche automobilista nottambulo si fermi per ristorarsi un po’ dal lungo viaggio.

La tendenza del millennio poi ha visto fiorire decine di supermercati aperti 24 ore su 24 (come il famoso Carrefour) che hanno costretto anche cassieri, banconisti e personale dei supermercati a lavorare di notte su turni.

Sempre nei supermercati poi, non ci sarebbero scaffali colmi di ogni ben di dio da acquistare se non ci fossero gli scaffalasti che lavorano di notte per rifornirli di merce e prodotti. Allestiscono scaffali caricando e scaricando pesanti cartoni, controllano la scadenza dei prodotti, applicano gli adesivi antitaccheggio. E spesso lo fanno per stipendi bassi, assunti da cooperative con contratti a termine e part time.

Chi lavora di notte nell’industria del divertimento

“La notte è più bella, si vive meglio, per chi fino alle 5 non conosce sbadiglio”. Sicuramente in questi versi Jovanotti si riferiva anche a loro, a chi lavora nell’industria del divertimento, che apre i battenti quando una parte di mondo va a dormire. Discoteche, bar, pub. Il personale che lavora in questi tempi del divertimento attacca sul calar della notte e stacca anche alle 5-6 del mattino: barman, ragazze immagine, buttafuori, Pr, deejay, permettono ai più ferventi re e regine della notte di lasciarsi andare a interi weekend carichi di movida.

Chi lavora di notte nell’industria della stampa

Sempre più raramente le redazioni dei giornali lavorano fino a notte fonda, a meno che non capitino eventi eccezionali che costringono giornalisti, caporedattori e direttori a prolungare il loro orario di lavoro. Ma il lavoro di redazione è solo un parte del tutto. Riviste e quotidiani arrivano a noi grazie a tipografie, distributori e giornalai, che lavorano incessantemente per farci avere notizie fresche (anche se oggi, con l’avvento del web, le news dei giornali cartacei sono sempre meno fresche).

Una volta chiuso il giornale, questo può andare in stampa. Ecco che entra in gioco il lavoro della tipografia, che stampa le copie cartacee. Dopodiché subentrano i distributori dei giornali, che con i loro camioncini raggiungono le edicole per rifornirle. Sul posto incontrano mattinieri edicolanti con saracinesche alzate, pronti a sistemare le copie da vendere.

Chi lavora di notte nella sorveglianza

Lavora di notte anche tutto il personale addetto alla sorveglianza pubblica e privata. A piedi o in macchina setacciano i luoghi da monitorare, controllando e vigilando sulla sicurezza. Li troviamo nelle stazioni metro, nelle stazioni ferroviarie, per le strade oppure nei complessi residenziali, negli alberghi, e in qualsiasi altro luogo vengano assunti per garantire sicurezza e incolumità.

Chi lavora di notte nelle forze di sicurezza

Carabinieri, poliziotti e tutte le forze dell’ordine lavorano di notte, organizzandosi in turni, per garantire la sicurezza di noi cittadini. Sono in turno su strada con le loro volanti e nelle centrali di controllo, nelle stazioni e nei commissariati. Così come gli angeli che intervengono ogni volta che la nostra incolumità e sicurezza sono a repentaglio, come i vigili del fuoco.

Chi lavora di notte nella logistica

Scaffalisti, magazzinieri, commessi, operai e impiegati nel settore della logistica lavorano di notte. Lo vediamo ad esempio nei grandi centri di spedizione e distribuzione online (ad esempio Amazon), ma anche nei supermercati e nella grande distribuzione.

Lavorano di notte anche i camionisti. Viaggiano con i loro possenti Tir sulle strade nazionali, spesso varcandone i confini per arrivare in orario a distribuire le merci. E sempre nei loro Tir, trasformati in casette con tanto di letto, si riposano qualche ora prima di rimettersi in viaggio.

[1] Art 1 a att. 11-15 d. lgs. n. 66 dell’8 aprile 2003

[2] Art. 53 del D. lgs n. 151 del 26 marzo 2001, modificato dall’Art. 11 del d. lgs. n. 80 del 2015

FONTE: http://bit.ly/2D9tbs3

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