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Certificato medico per lavoro notturno

Per lavorare con turni di notte bisogna sottoporsi a visite mediche ed ottenere un apposito certificato?

Il tuo datore di lavoro vorrebbe spostarti al turno di notte: tu, però, hai dei problemi di salute, e dover svolgere l’attività nelle ore notturne comporterebbe dei problemi non irrilevanti, con un serio peggioramento delle tue condizioni.

Ti hanno poi riferito che tutti i lavoratori hanno l’obbligo di svolgere lavoro notturno: fanno eccezione soltanto alcune categorie, come i genitori di figli sino ai 3 anni e coloro che assistono un familiare disabile; ulteriori casi di esonero sono previsti dai contratti collettivi, ma tu non rientri in nessuna ipotesi di esclusione.

Ma l’azienda è libera di spostarti al turno notturno anche se le tue condizioni di salute non lo consentono? Ci vuole un certificato medico per lavoro notturno?

Anche se non fai parte delle categorie di lavoratori escluse dal lavoro notturno, devi sapere che, prima di adibirti al turno di notte, il datore di lavoro ti deve sottoporre a degli appositi controlli sanitari: se il medico competente non ti giudica idoneo al lavoro notturno, non puoi assolutamente svolgere la tua attività nelle ore notturne. In parole semplici, niente turno di notte se le tue condizioni di salute non lo consentono

Il medico competente deve comunque dimostrare in modo obbiettivo che lo svolgimento dell’attività nelle ore notturne potrebbe causare un danno alla tua salute o alla sicurezza. Ma procediamo con ordine.

Lavoro notturno: quale orario?

Ma qual è l’orario di lavoro notturno? In base a quanto dispone la legge [1], il periodo notturno consiste nell’arco di tempo di almeno 7 ore consecutive nell’intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino. I contratti collettivi possono prevedere fasce orarie più ampie. fasce orarie più ampie sono previste anche per i minori e per particolari categorie di lavoratori.

Chi è lavoratore notturno?

È considerato lavoratore notturno chi, durante il periodo notturno, svolge:

  • almeno 3 ore dell’attività lavorativa ordinaria;
  • una parte del suo orario di lavoro, secondo le norme definite dai contratti collettivi, se il lavoro notturno non è prestato in maniera sistematica.

In mancanza della disciplina del contratto collettivo, è considerato lavoratore notturno chi svolge l’attività per almeno 3 ore durante il periodo notturno, per un minimo di 80 giornilavorativi all’anno (le giornate devono essere riproporzionate in caso di lavoro a tempo parziale).

Ci vuole il certificato medico per il lavoro notturno?

Prima di adibire il lavoratore ai turni notturni, il datore di lavoro deve valutare il suo stato di salute, attraverso una visita medica preventiva, che serve a verificare l’assenza di controindicazioni a tale tipologia di orario. A seguito della visita, il medico competente può emettere un giudizio di:

  • idoneità al lavoro notturno;
  • idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni, indicazioni o limitazioni;
  • inidoneità temporanea, con precisazione dei limiti temporali di validità;
  • inidoneità permanente.

Il giudizio di idoneità al lavoro notturno può essere emesso non solo da medico competente, ma anche da una struttura sanitaria pubblica.

Il lavoratore adibito al lavoro notturno deve poi essere sottoposto a controlli sanitari periodici, almeno ogni 2 anni, a carico del datore di lavoro.

Che cosa succede se non sono idoneo al lavoro notturno?

Se, a seguito degli accertamenti medici da parte del medico competente o delle strutture pubbliche, è verificata l’inidoneità del lavoratore alla prestazione di lavoro notturno, il dipendente non può svolgere l’attività nelle ore notturne, e deve essere spostato al lavoro diurno.

Se non è disponibile in azienda un posto di lavoro diurno per mansioni equivalenti, il datore di lavoro può licenziare il dipendente per giustificato motivo oggettivo.

Che cosa deve fare il datore di lavoro?

Prima di adibire i dipendenti al lavoro notturno, il datore di lavoro ha l’obbligo di consultare le rappresentanze sindacali aziendali, se costituite (RSA), o, in mancanza, le organizzazioni territoriali dei lavoratori. La consultazione va effettuata e conclusa entro 7 giorni.

Il datore di lavoro, oltre all’effettuazione dei controlli sanitari preventivi e periodici, deve anche garantire, a favore dei lavoratori notturni:

  • un livello di servizi o di mezzi di prevenzione o di protezione adeguato ed equivalente a quello previsto per chi lavora di giorno;
  • adeguate misure di protezione personale e collettiva, per i lavoratori notturni che svolgono attività che comportano rischi particolari.

Chi è esonerato dal lavoro notturno?

Non devono prestare lavoro notturno le donne, dall’accertamento dello stato di gravidanza sino al compimento di un anno di età del bambino.

minori non possono essere adibiti al lavoro notturno, intendendosi per tale l’intervallo tra la mezzanotte e le 7 o tra le 23 e le 6; chi ha compiuto 16 anni può essere adibito al lavoro notturno, eccezionalmente e per il tempo strettamente necessario, quando si verifica un caso di forza maggiore che ostacola il funzionamento dell’azienda, alle seguenti condizioni:

  • temporaneità del lavoro che non ammette ritardi;
  • indisponibilità di lavoratori adulti;
  • concessione al minore di periodi equivalenti di riposo compensativo entro 3 settimane.
  • comunicazione immediata all’Ispettorato territoriale del lavoro.

Non sono obbligati a prestare lavoro notturno:

  • i genitori con figli minori di 3 anni;
  • il genitore unico affidatario di un figlio sotto i 12 anni;
  • il lavoratore che assiste un familiare disabile;
  • altri lavoratori, secondo le previsioni del contratto collettivo applicato.

note

[1] Art. 1, Co. 2 lett. d)-e), D.Lgs. 66/2003; Art. 41, Co. 1 e 14, DL 112/2008.

 

FONTE: https://bit.ly/2X9Zbah

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