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Incentivi assunzioni: le nuove regole di accesso dopo il Jobs Act

Incentivi assunzioni: le nuove regole di accesso dopo il Jobs Act

Incentivi assunzioni: le nuove regole di accesso dopo il Jobs Act

Il decreto legislativo n. 150 del 2015, di riordino delle politiche attive del lavoro, attuativo del Jobs Act, in vigore del 24 settembre 2015, porta in dote importanti novità per gli incentivi all’occupazione. Si tratta, come definiti dal comma 2 dell’art. 30, dei benefici normativi o economici riconosciuti ai datori di lavoro in relazione all’assunzione di specifiche categorie di lavoratori.

Cambiano i principi generali per l’accesso agli incentivi all’assunzione
Di particolare rilievo la riscrittura – ad opera dell’art. 31, con contemporanea abrogazione dell’art. 4, commi 12, 13 e 15 della legge n. 92/2012 (riforma Fornero) – delle condizioni generali per l’accesso agli incentivi in caso di assunzione agevolate.

In particolare, la lettera a) stabilisce che gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione.

La lettera b) afferma che gli incentivi non spettano se l’assunzione viola un diritto di precedenza stabilito dalla legge o dal contratto collettivo di lavoro, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato nell’ambito di un rapporto a tempo indeterminato ovvero cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine.

Ai sensi della lettera c), l’ammissione ai benefici incontra altresì limitazioni nel caso in cui il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive.

Infine, la lettera d) dispone che gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei 6 mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo.

Confronto con la precedente disciplina
Dal confronto tra i nuovi e i precedenti criteri generali dettati dall’abrogato comma 12 dell’art. 4 della legge n. 92/2012 rilevante è la modifica relativa all’ipotesi in cui in cui il datore di lavoro o l’utilizzatore abbiano alle proprie dipendenze lavoratori sospesi per crisi o riorganizzazione.
Secondo la nuova disposizione (art. 31, comma 1, lettera c) è possibile fruire degli incentivi qualora l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati a un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive. Nella precedente disciplina (art. 12, comma 4, lettera c) era salvaguardata invece la differente professionalità dei soggetti.

Tabella di confronto dei principi generali per la fruizione degli incentivi all’assunzione
Jobs Act
(D.Lgs. 150/2015, art. 31, comma 1)
Legge Fornero
(Legge 92/2012, art. 4, comma 12)
Gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva, anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione. Gli incentivi non spettano se l’assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva; gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all’assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione.
Gli incentivi non spettano se l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine, anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine. Gli incentivi non spettano se l’assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui, prima dell’utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l’utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine.
Gli incentivi non spettano se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione hanno in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’assunzione di lavoratori inquadrati ad un livello diverso da quello posseduto dai lavoratori sospesi o da impiegare in diverse unità produttive. Gli incentivi non spettano se il datore di lavoro o l’utilizzatore con contratto di somministrazione abbiano in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l’assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all’acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure siano effettuate presso una diversa unità produttiva.
Gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che sono stati licenziati nei 6 mesi precedenti da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenta assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume o utilizza in somministrazione, ovvero risulta con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo. Gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei 6 mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest’ultimo in rapporto di collegamento o controllo; in caso di somministrazione tale condizione si applica anche all’utilizzatore.

Cumulo dei periodi agevolati
Il comma 2 dell’art. 31 – che riproduce il disposto dell’abrogato comma 13 dell’art. 4 della legge n. 92/2012 – stabilisce che ai fini della determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, si cumulano i periodi in cui il lavoratore ha prestato l’attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato. In tale periodo non si cumulano le prestazioni in somministrazione effettuate dallo stesso lavoratore nei confronti di diversi utilizzatori, anche se fornite dalla medesima agenzia di somministrazione di lavoro, salvo che tra gli utilizzatori ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti ovvero intercorrano rapporti di collegamento o controllo.

Invio tardivo della comunicazione di assunzione agevolata
Il successivo comma 3 – al pari di quanto previsto dall’abrogato comma 15 del più volte citato art. 4 della legge n. 92/2012 – stabilisce che l’invio tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione produce la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.

I principali termini di invio delle comunicazioni obbligatorie sono:

  • l’assunzione deve essere comunicata entro il giorno precedente a quello in cui inizia il rapporto di lavoro;
  • la trasformazione e la proroga debbono essere comunicate entro 5 giorni dalla data in cui decorre l’inizio della trasformazione o proroga;
  • con riferimento alla somministrazione di lavoro, le agenzie autorizzate debbono comunicare l’instaurazione/trasformazione/proroga entro il giorno 20 del mese successivo a quello in cui decorrono il rapporto, la trasformazione, la proroga. In caso di rettifica della comunicazione telematica vale la data del primo invio.

La compilazione del campo “agevolazione” dei moduli telematici (Unilav, Unisomm, eccetera) è facoltativa; l’omessa o erronea compilazione non incide sul diritto ai benefici e, quindi, non richiede la rettifica del modulo inviato.

Contratto di somministrazione
La nuova disciplina introduce due principi specifici in caso di incentivi con contratto di somministrazione (art. 31, comma 1, lettera e).

Il primo principio prevede che i benefici economici legati all’assunzione o alla trasformazione di un contratto di lavoro somministrato sono trasferiti in capo all’utilizzatore.

Il secondo principio stabilisce che in caso in cui l’incentivo è soggetto al regime “de minimis”, il beneficio viene computato in capo all’utilizzatore.

Incremento occupazionale netto
Altra novità interessante riguarda il requisito dell’“incremento occupazionale netto” quale condizione necessaria per fruire degli incentivi legati alle nuove assunzioni (art. 31, comma 1, lettera f).

In particolare, viene stabilito che nei casi in cui le norme incentivanti richiedano un incremento occupazionale netto della forza lavoro mediamente occupata, il calcolo deve essere effettuato mensilmente, confrontando il numero di lavoratori dipendenti equivalente a tempo pieno del mese di riferimento con quello medio dei 12 mesi precedenti.

La norma specifica inoltre che il raffronto deve essere effettuato con riguardo all’“impresa unica”, secondo l’accezione comunitaria definita nel Regolamento UE 1408/13.

Ai sensi dell’art. 2, paragrafo 2 del Regolamento n. 1408/2013/UE per “impresa unica” si intende l’insieme delle imprese fra le quali esiste almeno una delle relazioni seguenti:

  • un’impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di un’altra impresa;
  • un’impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, direzione o sorveglianza di un’altra impresa;
  • un’impresa ha il diritto di esercitare un’influenza dominante su un’altra impresa in virtù di un contratto concluso con quest’ultima oppure in virtù di una clausola dello statuto di quest’ultima;
  • un’impresa azionista o socia di un’altra impresa controlla da sola, in virtù di un accordo stipulato con altri azionisti o soci dell’altra impresa, la maggioranza dei diritti di voto degli azionisti o soci di quest’ultima.

Le imprese fra le quali intercorre una delle relazioni di cui al primo e quarto punto per il tramite di una o più altre imprese sono anch’esse considerate un’impresa unica.

Abrogato il Bonus giovani
Viene abrogato (articolo 29) il bonus per l’assunzione di giovai introdotto dall’art. 1 del DL n. 76/13 (scaduto lo scorso 30 giugno 2015).
La norma fa salve le assunzioni e trasformazioni intervenute prima dell’entrata in vigore del decreto (avvenuta, come si è detto, il 24 settembre 2015) e fino a completa fruizione degli incentivi spettanti.
L’incentivo veniva riconosciuto per le assunzioni e trasformazioni di giovani under 30 privi di lavoro regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e/o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale.
Il contributo era pari ad un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, con un limite di 650 euro per lavoratore per un massimo di 18 mesi (12 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine).

Repertorio nazionale incentivi all’occupazione
L’art. 30 prevede inoltre l’istituzione del Repertorio nazionale degli incentivi all’occupazione, istituito presso l’ANPAL, in cui confluiranno una serie di informazioni relative alle misure agevolate che saranno adottate.

Modalità di riconoscimento degli incentivi all’occupazione
Una specifica disposizione (art. 30, comma 4) infine stabilisce che i benefici economici connessi a un incentivo all’occupazione siano riconosciuti di regola mediante conguaglio sul versamento dei contributi previdenziali.

FONTE: http://bit.ly/1LnhbTn

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