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Voucher, sono obbligato alle misure sulla sicurezza?

Voucher, sono obbligato alle misure sulla sicurezza?

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Lavoratori retribuiti con i voucher e obblighi da osservare in materia di salute e sicurezza sul lavoro: valgono le stesse disposizioni da applicare ai dipendenti?

Il lavoro occasionale accessorio, ossia quello retribuito con i voucher, o buoni lavoro, obbliga alle stesse misure, in materia di igiene e sicurezza, previste nel caso in cui si assumano dipendenti, se il committente è un’impresa o un professionista: è quanto stabilito dal Testo unico sulla sicurezza [1].

In pratica, basta avere un solo lavoratore pagato con i voucher, perché scattino gli obblighi sulla salute e la sicurezza previsti nel caso in cui si assuma un dipendente. Secondo la legge, difatti, le disposizioni devono essere applicate nei confronti di tutti coloro che svolgono un’attività all’interno dell’azienda (o dello studio professionale), qualunque sia la loro qualifica o il contratto utilizzato. Non importa, dunque, se si tratta di lavoratori dipendenti a tempo determinato o part time, di lavoratori in somministrazione, di apprendisti, stagisti o lavoratori retribuiti con i buoni: ciò che conta è lo svolgimento di un’attività in azienda.

Gli unici esclusi sono coloro che effettuano, tramite voucher, piccoli lavori domestici a carattere straordinario, comprese le ripetizioni e l’assistenza domiciliare ai bambini, agli anziani, agli ammalati e ai disabili (babysitter e badanti).

Ma quali sono le misure in materie di igiene e sicurezza che l’azienda o il professionista sono obbligati a rispettare?

Gli obblighi sono numerosi e non sono uguali per tutti, ma dipendono, in gran parte, dal tipo di attività svolta, dalla sede di lavoro e dall’organizzazione e la grandezza dell’azienda: vediamo, comunque, gli obblighi principali.

Valutazione dei rischi

Un obbligo fondamentale e inderogabile, per il datore di lavoro, è la redazione del cosiddetto Dvr, cioè del documento sulla valutazione dei rischi: in questo documento, il datore (che può comunque farsi aiutare da un consulente), deve “mettere nero su bianco” tutti i rischi presenti in azienda, relativamente alla salute e alla sicurezza. Se certi lavoratori svolgono l’attività anche fuori dall’azienda, i rischi vanno comunque valutati e le misure di sicurezza rispettate: è considerato luogo di lavoro, secondo il Testo unico sulla sicurezza, difatti, qualsiasi luogo in cui si svolge l’attività lavorativa.

Il Dvr deve essere aggiornato periodicamente, ad esempio se cambiano le mansioni o i macchinari utilizzati, o se un lavoratore si trova in condizioni particolari. Per gli appalti, deve essere redatto un particolare Dvr che preveda anche il rischio di interferenza tra lavoratori di aziende diverse (Dvri o Duvri).

L’organizzazione della sicurezza in azienda

In ogni azienda, poi, devono essere assegnati dei precisi compiti a diversi soggetti, che sono:

  • il medico competente: si occupa di visitare periodicamente i luoghi di lavoro e della sorveglianza sanitaria (visite mediche periodiche), se le mansioni la prevedono;
  • l’Rspp (responsabile del servizio prevenzione e protezione): può essere anche il datore di lavoro stesso, ma per farlo deve frequentare appositi corsi; può essere affiancato dagli Aspp, gli addetti al servizio prevenzione e protezione;
  • l’addetto al primo soccorso: può essere il datore di lavoro stesso, ma solo se l’azienda ha meno di 5 lavoratori; è necessaria la frequenza di un apposito corso per ricoprire la funzione;
  • l’addetto antincendio: può essere il datore di lavoro stesso, ma solo se l’azienda ha meno di 5 lavoratori; è necessaria la frequenza di un apposito corso per ricoprire la funzione;
  • l’Rls, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: è eletto dai lavoratori e deve frequentare un apposito corso per ricoprire la funzione.

I corsi obbligatori per la sicurezza

I lavoratori devono frequentare obbligatoriamente dei corsi in materia di salute e sicurezza: i corsi devono essere rinnovati periodicamente e hanno una durata minima di 8 ore, per le aziende a rischio basso.

Dispositivi di protezione individuale

Il datore di lavoro ha anche l’obbligo di fornire i lavoratori di dispositivi di protezione individuale: questi sono differenti secondo le mansioni svolte e l’ambiente di lavoro. Possono essere, ad esempio, scarpe antinfortunistiche, mascherina, cuffia protettiva, etc.

[1] Art.3, D.lgs 81/2008.

FONTE: http://bit.ly/2hyQzcd

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