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Come fare causa per mobbing

Come fare causa per mobbing

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Tempi e costi di una causa di lavoro; le prove che bisogna portare in processo e le possibilità di vittoria.

Se ritieni di essere vittima di vessazioni e mobbing nel luogo di lavoro puoi agire nei confronti dell’azienda per essere risarcito. Ecco dunque come si fa una causa di lavoro, i tempi necessari, i costi, ma soprattutto le prove di cui è necessario munirsi, prima del giudizio, per poter vincere la casa di mobbing.

Cos’è il mobbing

Innanzitutto è bene definire cos’è il mobbing.

Per mobbing si intende una serie di comportamenti posti in essere dal datore nei confronti del dipendente finalizzati ad umiliarlo, bloccargli la carriera, escluderlo progressivamente dal contesto aziendale; si tratta di comportamenti sempre più espliciti, ripetuti nel tempo, finalizzati a rendere l’ambiente di lavoro infernale per il dipendente, fino a spingerlo alle dimissioni.

Frequentemente il mobbing non si manifesta nei confronti dei soli dipendenti deboli, ma soprattutto a danno dei lavoratori con spiccata personalità, o troppo bravi, o con un’anzianità che è divenuta troppo costosa dal punto di vista della retribuzione.

L’obiettivo del datore è pertanto quello di isolare la persona che ritiene rappresenti una minaccia o un pericolo, bloccargli la carriera, togliergli il potere, renderlo innocuo.

L’effetto mobbizzante può attuarsi con ogni mezzo che procuri intorno al lavoratore un’atmosfera di tensione insostenibile: con atteggiamenti severi ingiustificati, minacce, rimproveri, spesso anche sabotaggi venuti dall’alto difficilmente dimostrabili, togliendo al dipendente scomodo i propri strumenti di lavoro, quali ad esempio l’auto dell’azienda, il telefono cellulare, la carta di credito aziendale, oppure affidandogli improvvisamente dei lavori degradanti e dequalificanti, ma anche riducendolo all’inoperatività, privandolo così di ogni opportunità di crescita sia personale che professionale.

La giurisprudenza ha individuato numerosi comportamenti che sono riconducibili alla fattispecie del mobbing, quali l’abuso del potere di controllo da parte del datore di lavoro nei confronti del lavoratore, il licenziamento ingiurioso, la dequalificazione professionale [1].

Come si fa una causa per mobbing: le prove

Prima di incaricare un avvocato per avviare una causa per mobbing, devi prima valutare se hai o meno le prove del tuo diritto. Devi cioè poter dimostrare:

  • di essere stato vittima di comportamenti mobbizzanti da parte del datore: di essere stato ad esempio assegnato a mansioni inferiori o privato degli incarichi che hai sempre svolto; di essere stato ingiustificatamente rimproverato o umiliato davanti a colleghi e/o clienti; di essere stato isolato dai colleghi perché, ad esempio, assegnato ad un ufficio dove lavori da solo e dove nessuno ti passa informazioni, ecc.;
  • che questa condotta mobbizzante ti ha danneggiato sul piano professionale e/o personale: ad esempio ti ha impedito di progredire nella carriera, ha impoverito il tuo bagaglio di conoscenze professionali impedendoti di aggiornarti; ha determinato uno stato di depressione, ansia, certificato o certificabile dal tuo medico in quanto stai seguendo terapie, prendendo farmaci o seguendo delle sedute dallo psicologo;
  • di esserti recato presso un centro specializzato in medicina del lavoro istituito in uno dei principali ospedali della tua città, o presso lo Spisal (che generalmente si trova presso le Asl del territorio) ed essere dunque in possesso di una relazione medica che attesti che ti trovi in una condizione di stress, depressione o malessere derivanti dall’ambiente in cui lavori.

Si comprende bene come, nella causa di mobbing, la prova principale è quella dei testimoni.

Quindi, prima di iniziare il giudizio, è bene contattare tutte le persone al corrente del comportamento tenuto dal datore nei tuoi confronti (colleghi, ex coleghi, clienti, utenti, fornitori), verificando se queste siano disponibili a presentarsi in tribunale e a rispondere alle domande del giudice e alle richieste di chiarimenti da parte dei rispettivi avvocati.

Sono importanti, ma da sole non sufficienti, anche le prove documentali, come i certificati medici che attestano il tuo stato di salute, le prescrizioni di visite e terapie, le relazioni dello Spisal o del medico del lavoro, ecc.

Come si fa una causa di mobbing: l’inizio

Per l’avvio della causa di mobbing è necessario depositare in Tribunale un ricorso che viene ovviamente redatto da un avvocato.

Il ricorso depositato viene assegnato ad un giudice che fisserà la data della prima udienza e ne restituirà copia all’avvocato perché lo notifichi alla controparte tramite l’ufficiale giudiziario o a mezzo pec.

Il ricorso deve da subito contenere la precisa descrizione dei comportamenti mobbizzanti subiti e l’indicazione di tutte le prove a disposizione. Non è infatti possibile, nelle cause di lavoro, indicare testimoni e produrre documenti successivamente al deposito del ricorso che dà inizio al processo.

La causa si fa sempre davanti al tribunale.

Alla prima udienza è importante che le parti siano presenti personalmente, in quanto il giudice, chiesti eventuali chiarimenti, deve chiedere al lavoratore e al datore se siano disposti a trovare un accordo ed, eventualmente, formulare lui stesso una proposta per conciliare le parti.

Se non si trova un accordo o le parti non intendono trattare, il giudice fissa una nuova udienza per sentire quanti testimoni – tra quelli indicati dalle parti – ritiene sufficienti a dimostrare i fatti di causa.

Sentiti i testimoni, se il giudice ritiene i fatti di causa sufficientemente dimostrati e chiariti, fissa un’ulteriore ultima udienza per la discussione della causa.

A tale udienza è sufficiente che sia presente solo l’avvocato, dovendo, in pratica, riassumere al giudice: qual è stato il comportamento illegittimo del datore, i fatti emersi dalle testimonianze, le regole di diritto che fondano la pretesa del lavoratore, le sentenze favorevoli in materia al lavoratore.

Quanto bisogna aspettare per una causa di lavoro?

Per una causa di lavoro i tempi non sono generalmente lunghissimi, dipende dal carico di lavoro dei giudici nei singoli tribunali.

Essendo il processo del lavoro caratterizzato da poche udienze e pochi atti rispetto al comune processo civile, i tempi sono sicuramente più brevi. Si parte da un minimo di 1 anno per finire a circa 3 anni, per il primo grado.

Ovviamente se si va in appello, benché la sentenza di primo grado sia già efficace in via provvisoria, i tempi si allungano. Non parliamo poi se si va anche in Cassazione.

I costi per una causa di mobbing

Il costo per fare una causa di lavoro varia a seconda dell’importo del risarcimento per danno alla salute e alla professionalità che si chiede e dal reddito del lavoratore. Difatti, la tassa di avvio del giudizio – il cosiddetto «contributo unificato» – viene calcolata a scaglioni secondo il valore del diritto fatto valere ed è dovuta solo se il lavoratore ricorrente gode di un reddito (considerato come somma delle entrate di tutto il nucleo familiare) pari o superiore a € 34.585,23.

Si va, ad esempio, da un contributo unificato di circa 118.50 euro per un risarcimento che vale da 5mila a 26 mila euro, a un contributo di circa 259 euro per una richiesta di risarcimento di valore compreso tra 26mila a 52mila euro e così via.

Che possibilità ho di vincere una causa di mobbing?

Per vincere la causa di mobbing devi innanzitutto assicurarti che le prove in tuo possesso siano inoppugnabili. Se l’avversario non si costituisce in giudizio – ma generalmente il datore si costituisce e si difende – avrai maggiori possibilità di successo, ma questo non significa che hai automaticamente vinto.

[1] Pret. Milano, 14.12.1995; Trib. Milano, 28.02.2003; Cass., Sez. lav., sent. n. 10113 del 11.07.2002.

FONTE: http://bit.ly/2mB5H8n

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