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Certificato medico nel giorno di riposo

 

Il giorno di riposo che coincide con il periodo di malattia non è recuperabile o convertibile in malattia. Diversamente, se cade successivamente al periodo di malattia, non si perde.

Ti sei ammalato proprio nel tuo giorno di riposo e dunque hai perso la possibilità, in quella settimana, di recuperare le energie e fare le attività che ti eri programmato. Ti chiedi allora se, come accade con le ferie, anche il giorno di riposo possa essere convertito in malattia, avvisando prontamente l’azienda circa il tuo stato di salute. Purtroppo, devi sapere che, se la malattia coincide con il riposo settimanale, per quanto esso sia un diritto costituzionalmente garantito e irrinunciabile, non potrà essere compensato, al tuo rientro, al lavoro con altra giornata “extra” di riposo. Trasmettere un certificato medico nel giorno di riposo al datore di lavoro, in altre parole, non varrà a convertire tale giornata in assenza per malattia. Infatti, solo le ferie possono essere convertite in malattia e fruite in un momento successivo. Vediamo, dunque, in questa breve guida, come funziona il riposo settimanale e cosa accade, in concreto, qualora coincida con un periodo di malattia.

La malattia

L’assenza per malattia è una condizione che frequentemente può verificarsi nel corso del rapporto di lavoro e che giustifica la mancata presentazione del lavoratore sul posto di lavoro. Il dipendente ammalato, infatti, ha diritto di restare a casa e curarsi finché non sarà completamente guarito, dovendo solo avere l’accortezza di comunicare immediatamente all’azienda la propria assenza e certificarla.

In pratica, il lavoratore ammalato deve comunicare tempestivamente all’azienda la propria assenza e può farlo telefonicamente, oppure a mezzo email, fax , telegramma, oppure secondo le specifiche modalità stabilite dal Ccnl di categoria, avvisando circa il proprio stato di malattia.

Comunicata l’assenza all’azienda, il dipendente deve recarsi, in giornata o al massimo entro 24 ore, dal proprio medico curante e farsi rilasciare la certificazione dell’effettiva esistenza della malattia e l’indicazione dei giorni che presumibilmente saranno necessari alla completa guarigione.

Il certificato di malattia deve dunque essere trasmesso telematicamente all’azienda e all’Inps. Il certificato non precisa la patologia da cui è affetto il lavoratore, ma attesta solo che costui è ammalato e dovrà restare assente per convalescenza fino ad una certa data.

Durante il periodo di malattia, il dipendente deve fare il possibile per accelerare la propria guarigione ed essere reperibile presso la propria abitazione nelle seguenti fasce orarie:

  • dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00, se dipendente privato;
  • dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, se dipendente pubblico.

Durante tali fasce orarie, infatti, il dipendente potrebbe ricevere una visita di controllo da parte degli ispettori dell’Inps, inviati presso la sua abitazione (o domicilio) dal datore di lavoro o dall’Inps stesso.

Il riposo compensativo

La legge stabilisce che il lavoratore ha diritto di fruire di un giorno di riposo settimanale e di almeno 11 ore consecutive di riposo giornaliero.

Il riposo settimanale, in particolare, è un diritto inderogabile del dipendente, che deve poter beneficiare di 24 ore di riposo ogni 6 giorni consecutivi di lavoro.

Il giorno di riposo può coincidere con la giornata di domenica, ma anche con altra giornata nel corso della settimana, detta giornata di riposo compensativo.

Il diritto al riposo settimanale, in quanto inderogabile, non può essere negato dall’azienda, né il lavoratore può rinunciarvi o monetizzarlo, convertendolo nel pagamento da parte del datore di una somma di denaro.

Cosa accade se la malattia coincide con il giorno di riposo settimanale?

Può accadere che ci si ammali proprio in coincidenza della giornata di riposo e che dunque questa, anziché essere goduta per il recupero delle energie psico-fisiche o per svolgere attività che il dipendente si era programmato, debba essere trascorsa a letto, magari dolorante.

Purtroppo, a differenza delle ferie, la giornata di riposo che coincida con la malattia non può essere recuperata e si dovrà attendere la settimana successiva per rilassarsi e svagarsi.

Diversamente, invece, se la malattia termina nella giornata di riposo, questa potrà comunque essere fruita dal lavoratore, a nulla rilevando che non abbia lavorato consecutivamente nei sei giorni precedenti.

Se ci si ammala durante le ferie?

Diversamente dal riposo settimanale, le ferie, anch’esse diritto irrinunciabile e costituzionalmente garantito, avendo una funzione non solo di recupero delle energie del lavoratore, ma essendo anche occasione per trascorrere del tempo in famiglia, se coincidenti con la malattia, possono essere interrotte e convertite in evento morboso. In questo modo, l’assenza del lavoratore non sarà più motivata dalle ferie, ma dalla malattia e il periodo di ferie potrà così essere conservato e fruito in un momento successivo.

FONTE: https://bit.ly/2WuBSqv

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