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Le 10 regole per mantenere forte l’assetto finanziario dell’azienda

Le 10 regole per mantenere forte l’assetto finanziario dell’azienda

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Le ricerche effettuate da una moltitudine di organismi ed enti di controllo (camere di commercio, istat, ecc), dimostrano che almeno la metà delle nuove piccole imprese fallisce nei primi cinque anni di attività, e recentemente, i rapporti statistici rilevano dati preoccupanti di incremento della “mortalità” , con un aumenti del 20% dei fallimenti nei primi quattro anni.

E’ evidente come la crisi d’impresa sia principalmente legata a condizioni socio economiche sfavorevoli, ma altrettanto palese è che un altro importante fattore della scarsa performance, sia da attribuirsi ad una poco diffusa cultura d’impresa.
Un contributo predominante fra le molte ragioni di fallimento, viene dalla mancanza di comprensione dei fondamenti della gestione finanziaria di base, e più precisamente, dell’importanza di fattori come il flusso di cassa e delle modalità di capitalizzazione della crescita. Quanto sopra mette in luce la necessità di una programmazione e di un controllo a livello di impresa che spesso non viene affrontato, e nemmeno evidenziato dagli organismi di controllo o dai soggetti finanziatori (istituti di credito), che hanno un ruolo importante come partner, nello sviluppo delle imprese..

Sarebbe auspicabile, nel merito, un intervento normativo che imponesse specialmente in fase di avviamento, un controllo qualificato di gestione alle imprese. Controllo applicato con lo scopo di coinvolgere in modo rilevante sia i neo-imprenditori che i soggetti creditori, nell’aumentare la chiarezza circa gli adempimenti e la buona pratica finanziaria nella gestione corretta d’impresa.
L’elevazione del grado di preparazione tecnica e culturale degli imprenditori e del management aziendale in generale, migliorerebbe l’organizzazione dei fattori produttivi elevando l’efficienza marginale del capitale e del lavoro .

Ecco 10 suggerimenti, che l’imprenditore accorto, dovrebbe mettere in pratica, per evitare di far parte della statistica allarmante, di cui sopra :

1.Affidatevi a uno studio di commercialista di fiducia. Troppo costoso? Chiedetevi quanto vi costerebbe andare in perdita e arrivare sino al fallimento!…

2.Acquisite una completa comprensione della differenza tra flusso di cassa e contabilità, e imparare a costruire e utilizzare una proiezione su 12 mesi dei flussi di cassa.

3.Acquistate e utilizzare un software di gestione finanziaria, compatibile con il gestionale già esistente in azienda. Chiedete consiglio al vs. CED e al vs. Commercialista.

4.Producete con regolarità report finanziari (il cosiddetto “bilancino” con cadenza almeno trimestrale), che contengano il monitoraggio dello stato patrimoniale e il conto profitti e perdite.

5.Monitorate mensilmente l’andamento del rapporto vendite-costi, in modo da regolare l’incidenza della voce costi.

6.Monitorate che acquisti e giacenze di magazzino, abbiano un trend armonico con le previsioni di vendita, i crediti e il cash flow.

7.Imparate come calcolare i “Giorni Credito” (rif. flusso da Fatture attive) e i “Giorni Debito” (rif. flusso da Fatture passive), a capire la loro correlazione, e l’impatto di tale relazione sul cash flow e sul capitale circolante. Se la vostra azienda sta vivendo una rapida crescita, ignorare questo fondamentale rappresenta un rischio elevato. Trasferite la policy adeguata alla vostra azienda, sulle condizioni contrattuali relative ai pagamenti : degli ordini Cliente (per quelli ove con i Clienti esiste spazio di negoziazione), e degli ordini fornitore.

8.Sviluppate una strategia di capitalizzazione a lungo termine che consideri la relazione fra : introiti mancati o ritardati e i debiti verso banche a corto e lungo periodo.

9. Imparate a conoscere gli indici di Bilancio al fine di ricavare informazioni utili su come e cosa migliorare della propria gestione :

● Indici della liquidità : esprimono la maggiore o minore attitudine dell’impresa ad operare in condizioni di adeguata capacità nel far fronte alle passività correnti (es.costi, oneri finanziari, ecc), attraverso i mezzi liquidi provenienti dal realizzo di attività correnti (es. vendite, ecc).

● Indici di durata : forniscono indicazioni sul grado di liquidità – esigibilità delle attività e delle passività correnti più significative, e, quindi, sulla gestione dei flussi di capitale circolante netto

● Indici della redditività operativa e netta :  sono quelli più usati per valutare la capacità dell’impresa a remunerare in modo soddisfacente il capitale investito

10.Imparate ad identificare i principali indici della solidità patrimoniale finanziaria, che danno informazioni su eventuali impedimenti alla redditività :

● Il rapporto di copertura delle immobilizzazioni :
=Immobilizzazioni/Patrimonio netto + Passività fisse
Soddisfatto al meglio quando il rapporto di copertura è uguale ad 1. Questa condizione impone che le risorse finanziarie portate dagli azionisti e dai debiti di medio – lungo periodo finanzino esattamente tutte le immobilizzazioni

● il rapporto di indebitamento, che mette in evidenza la proporzione tra mezzi propri e capitale di terzi a titolo oneroso e, quindi, il grado di indipendenza da terzi :
=Passività correnti + Passività fisse/Patrimonio netto

● il grado di rigidità dei finanziamenti di terzi :
=Debiti a breve/Debiti a medio lungo
Indice da leggersi in stretta relazione con la composizione dell’attivo patrimoniale al fine di individuare eventuali squilibri finanziari ed apportare azioni di ristrutturazione del debito atte a ridurre gli oneri finanziari.

● il rapporto di copertura finanziaria : per valutare, i rischi legati alle passività finanziarie
=Margine operativo lordo/Oneri finanziari + Rate dei debiti in scadenza
che esprime la capacità dell’impresa a remunerare il capitale di terzi nel medio periodo (oneri finanziari e rate di debiti in scadenza).

Per gestire l’impresa, non è certo necessario acquisire l’esperienza di un commercialista, ma conoscere e prestare attenzione al significato di questi fondamentali finanziari, direttamente o delegando qualcuno all’interno dell’organizzazione, significa contribuire fattivamente alla longevità del proprio business.

FONTE: http://bit.ly/2gpsfJM

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