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Sono disoccupato, ho diritto a un sussidio?

Naspi, Asdi, Dis coll, assegno di ricollocazione, indennizzo per autonomi, Rei: quali sussidi spettano per la disoccupazione?

Allo stato attuale, le indennità che spettano in caso di perdita dell’impiego, o di cessazione dell’attività lavorativa, sono diverse e dipendono dalla categoria a cui appartiene il lavoratore. Per ciascuno dei sussidi, i requisiti sono piuttosto specifici e i termini entro cui richiederli abbastanza stringenti: vediamo allora, in questa breve guida, quali sono le prestazioni che spettano in seguito alla disoccupazione e quali sono le condizioni per ottenerle.

Indennità di disoccupazione per i dipendenti

Per i lavoratori dipendenti, dal 1° maggio 2015 è possibile richiedere la Naspi, che è l’indennità di disoccupazione che ha sostituito Aspi e mini Aspi (che a loro volta sostituivano le vecchie Ds e Ds a requisiti ridotti); la Naspi spetta se risultano almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti alla domanda e 30 giornate di lavoro effettivo nell’anno.

L’indennità di disoccupazione spetta in misura pari al 75% del reddito medio imponibile mensile (sino a un determinato tetto massimo), e ha una durata pari alla metà delle settimane di contributi possedute: chi, ad esempio, ha lavorato per un anno con un reddito lordo di mille euro mensili, percepirà la disoccupazione per un massimo di 6 mesi, con un assegno di 750 euro mensili (l’importo della Naspi, però, cala del 3% a partire dal 4° mese di disoccupazione).

In ogni caso la Naspi spetta soltanto per la perdita involontaria del lavoro (non si ha diritto all’indennità, dunque, se si chiedono le dimissioni, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità), e può essere chiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto.

Assegno di disoccupazione

Una volta terminata la Naspi, spetta un’ulteriore indennità, detta Asdi, assegno di disoccupazione. Per percepire questo assegno, che ha una durata massima di 6 mesi ed ammonta al 75% della Naspi, bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • possedere lo stato di disoccupazione e aver sottoscritto col centro per l’impiego il patto di servizio;
  • non aver richiesto la Naspi anticipata in un’unica soluzione;
  • far parte di un nucleo familiare con almeno un minorenne (anche non figlio del richiedente), oppure avere almeno 55 anni di età;
  • non possedere i requisiti per l’assegno sociale, la pensione anticipata o di vecchiaia;
  • avere un Isee non superiore a 5mila euro;
  • non aver percepito Aspi o Mini Aspi (le vecchie indennità di disoccupazione) sino al 31 dicembre 2015;
  • non aver percepito 20 mesi di Asdi nel quinquennio precedente;
  • non aver percepito 6 mesi di Asdi nell’anno precedente.

Assegno di ricollocazione per i disoccupati

Esiste poi un’ulteriore misura, l’assegno di ricollocazione, che è un sussidio erogato sotto forma di voucher ai disoccupati da più di 4 mesi beneficiari della Naspi. L’assegno non viene incassato dal lavoratore, ma serve per finanziare i servizi di politica attiva del lavoro utili per trovare un nuovo impiego.

Disoccupazione per i cococo

Per i lavoratori parasubordinati iscritti alla Gestione separata dell’Inps (co.co.co.), invece, spetta la Dis-coll, un’indennità di disoccupazione della durata massima di 6 mesi.

La Discoll è riconosciuta ai lavoratori che soddisfano congiuntamente i seguenti requisiti:

  • siano in stato di disoccupazione al momento della presentazione della domanda;
  • possano fare valere almeno tre mesi di contributi nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno precedente alla cessazione della collaborazione sino alla cessazione stessa (accredito contributivo di tre mensilità).

Disoccupazione per i lavoratori autonomi

Anche per i lavoratori autonomi è prevista una sorta di disoccupazione, l’indennizzoper la chiusura dell’attività: questo è un sussidio mensile, equiparabile ad un’indennità di disoccupazione, erogato da parte dell’Inps, d’importo pari al trattamento minimo di pensione, ossia, per l’anno 2017, pari a 501,89 euro al mese. La funzione dell’indennizzo è quella di accompagnare il lavoratore che ha cessato l’attività sino alla pensione: al raggiungimento dell’età pensionabile, difatti, l’indennità è convertita in pensione diretta.

Nel dettaglio, per ottenere l’indennità, è necessario possedere i seguenti requisiti:

  • essere stati titolariesercenti o coadiutori di un’ attività di commercio al minuto, o di somministrazione di alimenti e bevande;
  • essere stati titolari o coadiutori di un’attività commerciale su aree pubbliche;
  • essere stati agenti o rappresentanti di commercio;
  • aver chiuso l’attività nel periodo che va dal primo gennaio 2009 al 31 dicembre 2016;
  • risultare iscritti da almeno 5 anni presso la Gestione speciale Inps Commercianti, al 31 dicembre 2016;
  • avere almeno 57 anni di età al 31 dicembre 2016, se donne;
  • possedere almeno 62 anni di età al 31 dicembre 2016, se uomini.

La normativa specifica anche che, per provare la chiusura dell’attività ed avere diritto all’assegno, occorre:

  • l’eventuale riconsegna al Comune, dove ha sede la ditta, dell’autorizzazione per l’esercizio dell’attività commerciale al minuto o di somministrazione di alimenti e bevande;
  • la cancellazione dell’attività dal registro delle imprese presso la Camera di commercio (tramite Comunica);
  • per gli agenti ed i rappresentanti di commercio, la cancellazione dal ruolo provinciale tenuto presso la Camera di commercio.

Reddito d’inclusione per i disoccupati

Esiste infine un ultimo sussidio, non legato direttamente alla disoccupazione ma allo stato di povertà: si tratta del Rei, il reddito d’inclusione, che spetterà dal 1° gennaio 2018.

I beneficiari del Rei saranno i nuclei familiari:

  • il cui indice Isee, cioè l’indicatore della situazione economica della famiglia (si tratta, in parole semplici, di un indice che “misura la ricchezza” della famiglia), non supera 6mila euro;
  • con figli minorenni o disabili, donne in stato di gravidanza o disoccupati over 55;
  • con un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20mila euro;
  • con un patrimonio mobiliare massimo tra i 6mila e i 10mila euro a seconda del numero dei componenti del nucleo;
  • senza imbarcazioni, auto o moto immatricolate nei 24 mesi precedenti la richiesta del sussidio.

La misura consisterà in un assegno mensile che potrà andare dai 190 euro fino ai 485 euro (a seconda del numero dei componenti della famiglia), per una durata massima di 18 mesi. Oltre al beneficio economico, erogato tramite carta acquisti, l’intero nucleo familiare usufruirà di misure di politiche attive del lavoro (formazione, orientamento e ricollocazione).

FONTE: http://bit.ly/2z3rpLh

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