Domande & Risposte, Lavoro e Previdenza

Diritto a malattia o smart working per lavoratori fragili

La legge di Bilancio ripristina dal 1° gennaio per due mesi la tutela di chi ha disabilità o complicanze dovute a patologie.

La legge di Bilancio in corso di approvazione alla Camera colma il vuoto legislativo che riguarda i lavoratori fragili, ovvero quelli con disabilità o che sono a rischio per immunodepressione, conseguenze di malattie oncologiche o svolgimento di terapie salvavita. Questi lavoratori avranno dal 1° gennaio 2021 maggiori tutele grazie a un emendamento che garantisce loro la possibilità di ricorrere alla malattia come alternativa allo smart working.

Il problema, frutto dell’inerzia legislativa, era stato posto dal decreto Cura Italia, quello approvato, cioè, il 17 marzo scorso quando era da poco iniziata la prima ondata di pandemia da Covid in Italia. Il decreto prevedeva per i dipendenti pubblici e privati con un certificato in cui si attesta la loro condizione di fragilità che il periodo di assenza dal lavoro venisse equiparato al ricovero ospedaliero. Probabilmente, ai tempi si pensava che la pandemia sarebbe durata molto di meno, così il decreto aveva sancito che questa misura sarebbe stata valida fino al 15 ottobre. Purtroppo, come ben sappiamo, l’emergenza Covid continua ma la condizione dei lavoratori fragili è rimasta quella decisa con il decreto Cura Italia, cioè: dal 16 ottobre fino al 31 dicembre 2020 potevano ricorrere allo smart working, svolgendo anche una mansione diversa ricompresa nella stessa categoria o area di inquadramento.

Quello a cui nessuno aveva pensato, però, è che molti lavori sono praticamente impossibili da fare da casa, in modalità di smart working. Difficilmente, ad esempio, un magazziniere potrebbe essere attivo da remoto. Significa che una parte di questi lavoratori doveva fermarsi, perdendo lo stipendio

Ora, la legge di Bilancio prolunga per due mesi (dal 1° gennaio al 28 febbraio 2021) il diritto di ricorrere allo smart working come modalità ordinaria di lavoro e di chiedere la malattia nel caso in cui non fosse possibile svolgere l’attività da casa.

FONTE: https://bit.ly/3rfUfQN

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