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Tirocini: quanto si guadagna?

C’è un minimo e un massimo nel compenso per i tirocini?

Il tirocinio, o stage, non è un vero e proprio rapporto di lavoro, ma si tratta di un’attività di formazione, orientamento o riqualificazione che si svolge all’interno di un’azienda o di uno studio professionale: il professionista o l’impresa, in pratica, non sono datori di lavoro, ma ospitano il tirocinante all’interno della loro organizzazione, perché possa imparare un determinato mestiere e orientarsi nel mercato del lavoro.

Nel tirocinio non esiste dunque alcun datore di lavoro, ma le parti di questo particolare rapporto sono tre: il tirocinante, il soggetto ospitante (professionista, azienda, associazione o altro ente) e l’ente promotore, cioè il soggetto che promuove lo stage (può essere, ad esempio, un’università o un centro per l’impiego).

Non esiste un’unica forma di tirocinio, ma vi sono diversi tipi di stage con regole differenti, dal tirocinio curricolare a quello di reinserimento, dal tirocinio formativo alla pratica professionale: i tirocini attualmente più diffusi sono quelli extracurricolari.

Non essendo un rapporto di lavoro, il tirocinio non comporta, per lo stagista, il diritto alla retribuzione: secondo le linee guida sui tirocini, però, alcune tipologie di stage, come quello extracurricolare, danno diritto a un rimborso spese, o compenso.

Qual è il compenso minimo per il tirocinio extracurricolare

In particolare, secondo le nuove linee guida sui tirocini, chi svolge un tirocinio extracurricolare ha diritto a un compenso minimo mensile pari a 300 euro.

Questo compenso può essere aumentato dalla normativa delle singole regioni e affiancato ad altri incentivi:

  • Abruzzo e Piemonte, ad esempio, hanno stabilito che il compenso minimo per lo svolgimento del tirocinio extracurricolare (per 40 ore settimanali), è pari a 600 euromensili;
  • Sicilia, Veneto, Umbria, Molise e Friuli-Venezia e la Provincia di Trento riconoscono invece il compenso minimo di 300 euro, ma a fronte di 20 ore settimanali di tirocinio; in Veneto assieme a questo compenso minimo sono dovuti anche i buoni pasto;
  • Lombardia, Campania e Lazio riconoscono invece 400 euro mensili;
  • Toscana e Friuli-Venezia Giulia riconoscono 500 euro mensili a fronte di 40 ore settimanali;
  • la Puglia riconosce un compenso minimo mensile di 450 euro e prevede incentivi all’assunzione al termine del percorso.

L’indennità può però essere erogata per intero a fronte di una partecipazione minimaai tirocini del 70% su base mensile.

Inoltre, quando il tirocinio è organizzato nell’ambito di un bando pubblico, l’indennità può essere posta direttamente a carico dell’ente organizzatore del progetto, esonerando da spese l’azienda ospitante.

Come funziona il tirocinio extracurricolare

Il tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare è quello comunemente conosciuto come tirocinio per neolaureati o neodiplomati. Il tirocinio extracurricolarepuò essere comunque attivato con:

  • disoccupati, compresi coloro che hanno completato i percorsi di istruzione secondaria superiore e terziaria;
  • beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro;
  • lavoratori a rischio di disoccupazione;
  • lavoratori già occupati che siano alla ricerca di un nuovo impiego;
  • persone disabili e svantaggiate; richiedenti protezione internazionale e titolari di status di rifugiato; vittime di violenza e di grave sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali e soggetti con permesso di soggiorno per motivi umanitari

Si tratta, nel dettaglio,  di un contratto finalizzato alla formazione ed all’orientamento professionale, che ha una durata minima di 2 mesi (1 mese per le attività stagionali) e massima di 12 mesi.

Le regole del tirocinio extracurricolare

Per attivare questa tipologia di tirocinio è necessaria una convenzione tra l’ente che promuove lo stage ed il soggetto che ospita il tirocinante (impresa, ente, associazione o studio professionale): alla convenzione deve essere allegato un progetto formativo specifico, che deve essere rispettato da azienda e stagista. Al tirocinante viene poi assegnato un tutor interno all’ente ospitante, nonché un referente all’interno dell’ente promotore. Il tirocinante, per questa tipologia di stage, come già esposto ha diritto al rimborso spese minimo.

Vi sono poi ulteriori precise regole da seguire:

  • non è possibile attivare un tirocinio per le mansioni per le quali non è necessaria una formazione preliminare;
  • non è possibile attivare un tirocinio se l’azienda non è in regola con le norme sulla sicurezza e sulla disabilità;
  • non è possibile attivare un tirocinio se è in corso una procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria o in deroga nella stessa unità operativa e per attività equivalenti a quelle inserite nel progetto;
  • non è possibile utilizzare un tirocinante per sostituire dipendenti assenti per malattia, maternità o ferie, né per sostituire i lavoratori stagionali nei periodi di maggiore produttività;
  • non è possibile utilizzare un tirocinante che abbia avuto un rapporto di lavoro, una collaborazione o un incarico con lo stesso soggetto ospitante nei due anni precedenti all’avvio dello stage.
  • non è possibile utilizzare un tirocinante per attività equivalenti a quelle per cui il soggetto ospitante ha effettuato, nella stessa unità operativa e nei 12 mesi precedenti, licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi; il divieto si estende anche al recesso per superamento del periodo di comporto, per mancato superamento della prova, per fine appalto e per risoluzione del rapporto di apprendistato;
  • il numero dei tirocinanti in azienda è limitato: secondo le nuove linee guida, le imprese sino a 5 dipendenti possono avere un solo stagista, le imprese tra 6 e 20 dipendenti non più di 2, le imprese oltre i 20 dipendenti sino al 10% dell’organico.

Le nuove linee guida introducono comunque delle agevolazioni per favorire l’assunzione dei tirocinanti alla fine dello stage. In particolare, i datori di lavoro con più di 20 dipendenti possono superare il limite del 10% assumendo almeno il 20% dei tirocinanti dei 2 anni precedenti, con un contratto della durata minima di 6 mesi, anche part time al 50%.

Con proporzione crescente rispetto alle percentuali di stabilizzazione, i nuovi incentivi consentono di attivare fino a 4 tirocini oltre il limite del 10%, nel caso di assunzione di tutti i tirocinanti attivi nei 24 mesi precedenti.

FONTE: http://bit.ly/2xYKgm3

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